Il J24, classe intramontabile, ha in Sardegna una delle flotte più numerose d’Italia e noi non possiamo non seguire con attenzione tutti gli avvenimenti più importanti di questa classe che ha come Presidente Nazionale il Maddalenino Mariolino Di Fraia

A Malmo in Svezia si è appena concluso il Mondiale di classe e noi, come Italia, ci presentavamo tra i favoriti con l’equipaggio guidato da Andrea Casale e Chicco Fonda, mentre per la Sardegna l’inossidabile Botta Dritta era l’unico team presente. Per i primi un ottimo terzo posto finale conferma la tendenza di Andrea Casale a rimanere nei primissimi posti delle ranking mondiali, per “Botta Team” invece una trasferta totalmente da dimenticare condizionata da un’innumerevole quantità di avarie.

Ma il tema dominante di questo mondiale è stato lo strapotere di Tim Healy che, con una bella sfilza di primi e secondi ha dominato alla grande il Campionato

Di seguito mettiamo il comunicato stampa ufficiale della classe italiana, seguito dalle considerazioni che Chicco Fonda ha pubblicato sul suo blog.

Nell’intervista Luca Montella, tattico di Botta Dritta, ci racconta questo strano mondiale

www.sailingsardinia.it

Video importato

Download Video

 

Concluso il J24 World Championship 2010: bronzo per Andrea Casale.

All’americano Tim Healy il titolo iridato.

Malmo, Svezia. L’americano Tim Healy e il suo equipaggio di USA 523 si sono aggiudicati il titolo iridato 2010 della Classe J24 precedendo sul podio l’

inglese Ian Southworth su GBR 5219 e l’azzurro Andrea Casale al timone di Ita

461 General Cargo armato da Anthony De Stefani /CV Antignano).

Di Fraia E Casale R Spreafico _MG_0989Dopo un’ultima avvincente giornata di regate nella quale non sono mancati i colpi di scena e la suspence sino all’ultimo bordo, si è concluso nelle acque svedesi di Malmo il J24 World Championship 2010 organizzato dal Malmö Segel Sällskap in collaborazione la Swedish e l’International J/24 Class Associations.

Dieci le prove portate a termine come da programma dai cinquantacinque equipaggi scesi in acqua in rappresentanza di quattordici Nazioni (Argentina -2- , Australia -2-, Brasile -1-, Danimarca -1-, Francia -1-, Gran Bretagna -9-, Germania -13-, Italia -7-, Giappone -4-, Monaco -1-, Singapore -1-, Svezia -7-, Svizzera -1- e Stati Uniti d’America -5-).

Nella prima delle due prove dipsutate nella giornata conclusiva (vinta dal brasiliano Maurício Santa Cruz) il 16° posto dell’americano Tim Healy e il terzo dell’inglese Ian Southworth avevano riaperto i giochi per l’assegnazione del titolo di campione del Mondo ma nella regata conclusiva, a Southworth non è bastato aggiudicarsi la vittoria (8 5 (11) 6 4 3 5 1 3 1 i suoi parziali; 47 i punti senza scarto e 36 con lo scarto): con un secondo e i regolarissimi parziali delle giornate precedenti (2 4 9 1 1 2 1 2 (16) 2 i parziali; 40 i punti senza scarto e 24 con lo scarto), Healy si è confermato ai vertici della classifica finale.

Andrea Casale in equipaggio con un ottimo Chicco Fonda alla tattica, Francesco Greggio tailer, Valerio Piancastelli all’albero ed Eugenio Trumpy alla prua, dopo un deludente 21° posto, ha chiuso l’ultima regata in terza posizione riuscendo a riconquistare il podio che, dopo averlo visto in testa nelle prime due giornate, gli era sfuggito in quella precedente nella quale era quarto (5 6

4 3 8 15 3 17 (21) 3 i parziali; 85 i punti senza scarto e 64 con lo scarto).

Gli altri sei equipaggi azzurri impegnati nel Mondiale 2010 hanno così

concluso: 30° il carrarino, CapoFlotta del Golfo dei Poeti, Pietro Diamanti con la sua ITA 212 Jamaica (38 (56 BFD) 22 20 48 14 28 12 14 39 i parziali, 291 i punti senza scarto e 235 con lo scarto, in equipaggio con Giuseppe Garofalo, Fabrizio Ginesi, Gianluca Caridi e Luca Pregliasco), 32° Antonio Macina con ITA

427 Jebedee (32 25 37 (56 SCP-B) 30 36 31 46 6 18; 317; 261 in equipaggio con Nino Soriano, F. de Michele, G. Piccolo e N. Caprigli), 37° Fabio Apollonio (Soc.Triestina Vela Ass ) con ITA 371 armato da Maurizio Pavirani (46 (56 DNS)

43 35 45 28 39 8 23 36 359 303 in equipaggio con L. Marini, F. Lorenzon, M.

Usopiazza e M. Kolliucci), 41° il valmadrese Ruggero Spreafico (CV Tivano) con ITA 243 Boggi-Vilja (27 38 32 26 31 (52) 45 39 44 31 SCP-B 365 313 in equipaggio con Ivano Anghileri, Cristina Scurati, Gianluca Maderna, Roberto Marchesi), 44° Riccardo Pacini (CN Marina di Carrara) con ITA 481 Coccoè (45

(56 SCP-B) 14 29 51 46 27 50 42 29 389 333 in equipaggio con Corrado Santilli, Roberto Canali, Luca P. e Giuseppe D.), e 45° il Presidente della Classe J24 Italiana Mariolino Di Fraia con ITA 460 Botta a Dritta (56 DNS) 56 DNS 6 56 BFD

34 34 SCP-B 47 SCP-B 18 29 56 DNF 392 336 in equipaggio con Luca Montella, Gianluca Cataldi, Ezio Diana, Marco Dorascenzi).

“Se come armatore sono un po’ demoralizzato per il risultato della mia barca, come Presidente della Classe Italiana J24 sono sicuramente molto soddisfatissimo di questo Campionato” ha commentato Pasquale Mariolino Di Fraia “Si è trattato di un Mondiale molto bello, ben organizzato, che ha confermato la bravura e la superiorità americana, l’elevato livello degli equipaggi iscritti alla Classe, e la determinazione della “spedizione” azzurra:

considerata la lontanza, infatti, avere ben sette rappresentanti in acqua a Malmö è stato un grande risultato per la Classe Italiana. Andrea Casale è sempre stato nelle primissime posizioni e il bronzo non può che rendermi orgoglioso della nostra Flotta”.

“Abbiamo lottato fino in fondo e sono molto contento del mio equipaggio, in modo particolare della sintonia con Chicco Fonda. E’ inuitile negare che sarebbe stato meglio vincere … ma credo che il nostro terzo posto sia stato più che meritato.” Ha commentato Andrea Casale che sta già pensando alle prossime regate.

Il J24 World Championship 2010 ha impegnato come Principal Race Officer Peter Reggio (USA), e in Giuria il Presidente Willii Gohl (GER) coadiuvato da Pannevis Margriet (NED), Luciano Giacomi (ITA), Emilio Serra Feliu (ARG) e Rydlöv Anders (SWE).

Anche in occasione del J24 World Championship 2010, il Monotipo più diffuso nella nostra Penisola e progettato dallo statunitense Rod Johnstone nel 1976, ha saputo offrire a tutti i presenti emozioni e spettacolo, confermando le intramontabili caratteristiche del J24, versatile e divertente.

 CLASSIFICA

 

Chicco Fonda

CHCCOQuando sono arrivato a Malmo, Andrea(Casale) me l’ha subito detto: “Quel baffo li ci darà filo da torcere!”. Io non sapendo chi fosse, ho detto “ok”, ma non realizzavo veramente chi avevo davanti…

Si tratta di Moose McClintock, baffuto sessantatreenne americano della costa est, quasi una vita spesa sul J24. Il mondiale l’ha vinto sei volte, per tre volte è arrivato secondo. Sempre alla tattica di gente come Ken Read, Vince Brun,Brad Read, Chris Larson…

A Malmo al timone aveva Tim Haley, velaio Quantum anche lui di Newport.

Insomma ce le hanno date di santa ragione, c’era da aspettarselo.

Tra l’altro noi siamo arrivati all’ultimo momento, senza ore sulla barca, senza conoscerci. Io addirittura non ero mai stato su un j24 se non in una sola giornata nel golfo di trieste ormai molti anni fa. Eugenio Trumpy,che fino a qualche mese fa timonava, si è improvvisato prodiere. Nei due giorni prima delle regate abbiamo capito che anche la velocità della barca non era dalla nostra parte…

Per uno come me, che ha fatto 470,musto skiff e moth, il J24 è veramente una cosa molto particolare: specialmente nelle poppe, nelle quali si scende sempre per boa e i sorpassi sono difficili. Mi sono reso subito conto anche di come le virate vadano veramente centellinate , data la difficoltà nelle ripartenze.

Una cosa che mi ha creato molto disagio è stato il genoa, a causa del quale, dalla mia posizione alle draglie non si riuscivano a vedere gli incroci. Fondamentale quindi l’intesa timoniere-tattico, cosa che a me ed Andrea a volte un po’ è mancata perchè era la prima volta che navigavamo insieme.

Un’altra cosa particolare del J24 è che non esiste la penalità di 720° o 360°: una barca che riconosce una propria infrazione deve esibire una bandiera gialla e continuare normalmente la prova, per poi prendere un bel 20% di penalità a terra.

Infine direi che il terzo posto non può che soddisfarci, specialmente se si considera che abbiamo messo dietro i forti argentini e il brasiliano Mauricio Santa Cruz,vincitore di tre titoli mondiali. Mi è molto piaciuto regatare in una classe così particolare e storica.

Ora però spero di fare quanto prima un po’ di sano kitesurf.



I commenti sono chiusi