
C’è mancato pochissimo! La fortuna è stata che l’’incidente ha coinvolto Renato Cittadini (sì, il papà del famoso Michele) che, essendo medico, ha saputo ben comportarsi col ferito, Lele Sotgiu. Ma capiamo meglio come è andata
Maestrale 20 nodi a Cagliari, Renato navigava al traverso sottovento e un po’ indietro rispetto a Lele. Erano con le tavole da slalom e la velocità si aggirava quindi sui 25 nodi. Lele decide improvvisamente di strambare e non si accorge che sottovento c’è Renato. Lo scontro è inevitabile. La prua della tavola di Renato squarcia la bugna della vela di Lele e poi…Renato si ritrova in acqua. Si guarda in giro, cerca Lele e non lo vede. Passano i secondi. Lele dov’è? Guarda dietro le attrezzature in acqua. Ecco Lele! Ha perso conoscenza ed è con la faccia in acqua. Non ha il salvagente. Renato lo gira subito in modo che possa respirare. Il respiro c’è, debole ma c’è. Anche il polso dà segnali rassicuranti, ma Lele è ancora incosciente. Ha un bel taglio nel sopraciglio. Renato urla al figlio Michele, che era lì vicino, di correre a terra e chiamare subito il 118. Nel frattempo si avvicina Maurizio Farigu. Maurizio e Renato sollevano sulla tavola Lele che inizia a dar segni di vita. Poi arriva subito il gommone, si corre a terra e l’ambulanza porta subito il ferito in ospedale.
Ancora oggi Lele è in ospedale con ancora un po’ d’acqua nei polmoni, ma sta bene.
Poteva finire in tragedia, e ci siamo andati vicinissimo. Ma ogni incidente deve insegnarci qualcosa. In questo caso la regola è: prima di strambare guarda! Questa situazione capita spessissimo: tante volte siamo sovrappensiero e senza ragionare strambiamo velocemente, senza controllare cosa o chi ci sia sottovento


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6 Agosto 2010 at 07:26
…direi che per prima cosa, nel caso specifico. dovreste sottolineare con forza la necessità sempre e comunque del salvagente…esperti e meno esperti, l’ora del fesso passa per tutti, recita una vecchia massima….
6 Agosto 2010 at 10:19
In Italia, ci sono una quantità esorbitante di patenti nautiche, ma andando per mare ti accorgi che nessuno utilizza mai quei banalissimi strumenti per la propria sicurezza e per quella altrui. E’ incredibile con quanta leggerezza si eserciti il ruolo di comandanti, dimenticandosi che se siamo comandanti siamo responsabili per tutte le persone che abbiamo a bordo. Il salvagente non viene mai utilizzato ne in regata ne in crociera: non mai visto un ormeggiatore italiano che in porto lo indossasse, a differenza dei porti francesi in cui tutti, rimarco, tutti quanti indossano il salvagente, sia all’interno che all’esterno dei porti.
E’ recentissima la tragedia del trimarano di alcuni giorni fa, se avessero avuto il salvagente sarebbe stata solo una brutta avventura da raccontare. I risvolti, invece li conosciamo tutti.
6 Agosto 2010 at 13:22
ma perchè non usate il salvagente, è assurdo rischiare di morire così
11 Agosto 2010 at 20:23
Conosco Lele da ragazzino, andiamo a vela da 25 anni forse lui da 30, questa è la dimostrazione che basta un solo errore per lasciarci le penne, mai affrontare il mare con superficialità lo sappiamo tutti e bene ma a volte può capitare e così che rischi di morire!
Questa volta il vaccino è stato di richiamo ti servirà per non distrarti mai più in futuro.
26 Agosto 2010 at 15:52
Caro Lele !!!!!!! Ci conosciamo da tanto tempo, sei sempre stato piuttosto prudente, questo episodio sicuramente avrà lasciato perplesso pure te. Spero che stia bene e che il tuo esempio sia di aiuto ed di lezione a tutti coloro i quali si spingono sempre un pò oltre. Questo incidente, come tale, dimostra che anche le persone molto piu esperte e prudenti, corrono un rischio. Auguri di pronta guarigione!
25 Settembre 2010 at 18:58
la prudenza non è mai troppa, in bocca al lupo. il 4 agosto al pronto soccorso del brotzu c’ero anch’io, ci siamo incrociati ma non ci siamo visti. ora è tutto passato. un abbraccio da lia, saluti a tutti e un bacione a alice, ciao!!!!!!!!!