Archivio Agosto 2010

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Beh, se non è questo volare !?!?

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Domenico Tamponi, consigliere dello Yacht Club Cagliari nonché ideatore assieme a Walter Pasella del Festival della Vela, vuole rilanciare ai fasti di un tempo questo evento di divertimento abbinato alla vela. E noi siamo con lui.

Sì, ma la speranza è che tutti noi velisti partecipiamo numerosi al Festival per lanciare un bel segnale forte: la vela c’è!

Ormai la Tiscali non c’è più e il Festival sembra l’unico appuntamento capace di riunirci tutti, per festeggiare la fine dell’Estate e per incontrare tante persone che condividono la nostra passione.

La mattina veleggiata sul classico percorso lungo il Poetto e la sera grande festa, casereccia, con la lotteria che estrarrà i premi offerti dagli sponsor (ma sono più amici che sponsor) e la serata si concluderà con karaoke e balli!

Insomma, schiodatevi dall’ormeggio e se la vostra barca non è competitiva nessun problema: vogliamo solo che il 12 Settembre il vincitore sia il Festival della Vela!!!

Ovviamente Sailing Sardinia sarà presente con un ampio reportage ricco di foto e video

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Festival della Vela edizione 2001

Festival della Vela edizione 2002

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In molti di voi sono appena rientrati dalla canonica crociera estiva e qualcuno ha beccato le Maestralate di Ferragosto. Qualcuno ha atteso in porto e qualcuno ha navigato lo stesso. Ma ciò che avete affrontato non è nulla in confronto al video che vi proponiamo

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Il J24, classe intramontabile, ha in Sardegna una delle flotte più numerose d’Italia e noi non possiamo non seguire con attenzione tutti gli avvenimenti più importanti di questa classe che ha come Presidente Nazionale il Maddalenino Mariolino Di Fraia

A Malmo in Svezia si è appena concluso il Mondiale di classe e noi, come Italia, ci presentavamo tra i favoriti con l’equipaggio guidato da Andrea Casale e Chicco Fonda, mentre per la Sardegna l’inossidabile Botta Dritta era l’unico team presente. Per i primi un ottimo terzo posto finale conferma la tendenza di Andrea Casale a rimanere nei primissimi posti delle ranking mondiali, per “Botta Team” invece una trasferta totalmente da dimenticare condizionata da un’innumerevole quantità di avarie.

Ma il tema dominante di questo mondiale è stato lo strapotere di Tim Healy che, con una bella sfilza di primi e secondi ha dominato alla grande il Campionato

Di seguito mettiamo il comunicato stampa ufficiale della classe italiana, seguito dalle considerazioni che Chicco Fonda ha pubblicato sul suo blog.

Nell’intervista Luca Montella, tattico di Botta Dritta, ci racconta questo strano mondiale

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Concluso il J24 World Championship 2010: bronzo per Andrea Casale.

All’americano Tim Healy il titolo iridato.

Malmo, Svezia. L’americano Tim Healy e il suo equipaggio di USA 523 si sono aggiudicati il titolo iridato 2010 della Classe J24 precedendo sul podio l’

inglese Ian Southworth su GBR 5219 e l’azzurro Andrea Casale al timone di Ita

461 General Cargo armato da Anthony De Stefani /CV Antignano).

Di Fraia E Casale R Spreafico _MG_0989Dopo un’ultima avvincente giornata di regate nella quale non sono mancati i colpi di scena e la suspence sino all’ultimo bordo, si è concluso nelle acque svedesi di Malmo il J24 World Championship 2010 organizzato dal Malmö Segel Sällskap in collaborazione la Swedish e l’International J/24 Class Associations.

Dieci le prove portate a termine come da programma dai cinquantacinque equipaggi scesi in acqua in rappresentanza di quattordici Nazioni (Argentina -2- , Australia -2-, Brasile -1-, Danimarca -1-, Francia -1-, Gran Bretagna -9-, Germania -13-, Italia -7-, Giappone -4-, Monaco -1-, Singapore -1-, Svezia -7-, Svizzera -1- e Stati Uniti d’America -5-).

Nella prima delle due prove dipsutate nella giornata conclusiva (vinta dal brasiliano Maurício Santa Cruz) il 16° posto dell’americano Tim Healy e il terzo dell’inglese Ian Southworth avevano riaperto i giochi per l’assegnazione del titolo di campione del Mondo ma nella regata conclusiva, a Southworth non è bastato aggiudicarsi la vittoria (8 5 (11) 6 4 3 5 1 3 1 i suoi parziali; 47 i punti senza scarto e 36 con lo scarto): con un secondo e i regolarissimi parziali delle giornate precedenti (2 4 9 1 1 2 1 2 (16) 2 i parziali; 40 i punti senza scarto e 24 con lo scarto), Healy si è confermato ai vertici della classifica finale.

Andrea Casale in equipaggio con un ottimo Chicco Fonda alla tattica, Francesco Greggio tailer, Valerio Piancastelli all’albero ed Eugenio Trumpy alla prua, dopo un deludente 21° posto, ha chiuso l’ultima regata in terza posizione riuscendo a riconquistare il podio che, dopo averlo visto in testa nelle prime due giornate, gli era sfuggito in quella precedente nella quale era quarto (5 6

4 3 8 15 3 17 (21) 3 i parziali; 85 i punti senza scarto e 64 con lo scarto).

Gli altri sei equipaggi azzurri impegnati nel Mondiale 2010 hanno così

concluso: 30° il carrarino, CapoFlotta del Golfo dei Poeti, Pietro Diamanti con la sua ITA 212 Jamaica (38 (56 BFD) 22 20 48 14 28 12 14 39 i parziali, 291 i punti senza scarto e 235 con lo scarto, in equipaggio con Giuseppe Garofalo, Fabrizio Ginesi, Gianluca Caridi e Luca Pregliasco), 32° Antonio Macina con ITA

427 Jebedee (32 25 37 (56 SCP-B) 30 36 31 46 6 18; 317; 261 in equipaggio con Nino Soriano, F. de Michele, G. Piccolo e N. Caprigli), 37° Fabio Apollonio (Soc.Triestina Vela Ass ) con ITA 371 armato da Maurizio Pavirani (46 (56 DNS)

43 35 45 28 39 8 23 36 359 303 in equipaggio con L. Marini, F. Lorenzon, M.

Usopiazza e M. Kolliucci), 41° il valmadrese Ruggero Spreafico (CV Tivano) con ITA 243 Boggi-Vilja (27 38 32 26 31 (52) 45 39 44 31 SCP-B 365 313 in equipaggio con Ivano Anghileri, Cristina Scurati, Gianluca Maderna, Roberto Marchesi), 44° Riccardo Pacini (CN Marina di Carrara) con ITA 481 Coccoè (45

(56 SCP-B) 14 29 51 46 27 50 42 29 389 333 in equipaggio con Corrado Santilli, Roberto Canali, Luca P. e Giuseppe D.), e 45° il Presidente della Classe J24 Italiana Mariolino Di Fraia con ITA 460 Botta a Dritta (56 DNS) 56 DNS 6 56 BFD

34 34 SCP-B 47 SCP-B 18 29 56 DNF 392 336 in equipaggio con Luca Montella, Gianluca Cataldi, Ezio Diana, Marco Dorascenzi).

“Se come armatore sono un po’ demoralizzato per il risultato della mia barca, come Presidente della Classe Italiana J24 sono sicuramente molto soddisfatissimo di questo Campionato” ha commentato Pasquale Mariolino Di Fraia “Si è trattato di un Mondiale molto bello, ben organizzato, che ha confermato la bravura e la superiorità americana, l’elevato livello degli equipaggi iscritti alla Classe, e la determinazione della “spedizione” azzurra:

considerata la lontanza, infatti, avere ben sette rappresentanti in acqua a Malmö è stato un grande risultato per la Classe Italiana. Andrea Casale è sempre stato nelle primissime posizioni e il bronzo non può che rendermi orgoglioso della nostra Flotta”.

“Abbiamo lottato fino in fondo e sono molto contento del mio equipaggio, in modo particolare della sintonia con Chicco Fonda. E’ inuitile negare che sarebbe stato meglio vincere … ma credo che il nostro terzo posto sia stato più che meritato.” Ha commentato Andrea Casale che sta già pensando alle prossime regate.

Il J24 World Championship 2010 ha impegnato come Principal Race Officer Peter Reggio (USA), e in Giuria il Presidente Willii Gohl (GER) coadiuvato da Pannevis Margriet (NED), Luciano Giacomi (ITA), Emilio Serra Feliu (ARG) e Rydlöv Anders (SWE).

Anche in occasione del J24 World Championship 2010, il Monotipo più diffuso nella nostra Penisola e progettato dallo statunitense Rod Johnstone nel 1976, ha saputo offrire a tutti i presenti emozioni e spettacolo, confermando le intramontabili caratteristiche del J24, versatile e divertente.

 CLASSIFICA

 

Chicco Fonda

CHCCOQuando sono arrivato a Malmo, Andrea(Casale) me l’ha subito detto: “Quel baffo li ci darà filo da torcere!”. Io non sapendo chi fosse, ho detto “ok”, ma non realizzavo veramente chi avevo davanti…

Si tratta di Moose McClintock, baffuto sessantatreenne americano della costa est, quasi una vita spesa sul J24. Il mondiale l’ha vinto sei volte, per tre volte è arrivato secondo. Sempre alla tattica di gente come Ken Read, Vince Brun,Brad Read, Chris Larson…

A Malmo al timone aveva Tim Haley, velaio Quantum anche lui di Newport.

Insomma ce le hanno date di santa ragione, c’era da aspettarselo.

Tra l’altro noi siamo arrivati all’ultimo momento, senza ore sulla barca, senza conoscerci. Io addirittura non ero mai stato su un j24 se non in una sola giornata nel golfo di trieste ormai molti anni fa. Eugenio Trumpy,che fino a qualche mese fa timonava, si è improvvisato prodiere. Nei due giorni prima delle regate abbiamo capito che anche la velocità della barca non era dalla nostra parte…

Per uno come me, che ha fatto 470,musto skiff e moth, il J24 è veramente una cosa molto particolare: specialmente nelle poppe, nelle quali si scende sempre per boa e i sorpassi sono difficili. Mi sono reso subito conto anche di come le virate vadano veramente centellinate , data la difficoltà nelle ripartenze.

Una cosa che mi ha creato molto disagio è stato il genoa, a causa del quale, dalla mia posizione alle draglie non si riuscivano a vedere gli incroci. Fondamentale quindi l’intesa timoniere-tattico, cosa che a me ed Andrea a volte un po’ è mancata perchè era la prima volta che navigavamo insieme.

Un’altra cosa particolare del J24 è che non esiste la penalità di 720° o 360°: una barca che riconosce una propria infrazione deve esibire una bandiera gialla e continuare normalmente la prova, per poi prendere un bel 20% di penalità a terra.

Infine direi che il terzo posto non può che soddisfarci, specialmente se si considera che abbiamo messo dietro i forti argentini e il brasiliano Mauricio Santa Cruz,vincitore di tre titoli mondiali. Mi è molto piaciuto regatare in una classe così particolare e storica.

Ora però spero di fare quanto prima un po’ di sano kitesurf.

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L’abbiamo vista sui Melges24 della Scuola Italia in Vela, è stata presente all’invernale di Capitana, era ad Alghero per l’Italiano Melges24, con Lorenzo Gemini & C. ha ben figurato nella Volvo Cup e qualche giorno fa ha dato spettacolo al Poetto.con uno spot che ha coinvolto tanti bagnanti. Arborea in un normalissimo sabato nella famosa spiaggia dei centomila ha divertito e fatto divertire gli annoiati bagnanti.

Insomma Arborea e il mare sembrano stringere un legame sempre più indissolubile

 

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Scusateci, ma un Mondiale in Sardegna non arriva tutti i giorni e non vogliatecene se continuiamo a parlare di Marta Maggetti, la “Campionessa Mondiale del Mondo” (così la apostrofano gli amici al Windsurfing Club Cagliari). Qualche giorno fa avevamo sentito Manuela Maxia, la prima donna sarda, ma anche italiana, a vincere un mondiale sulle tavole a vela. Ma Manuela ci aveva fatto notare che, al tempo, aveva una rivale in casa, in Sardegna e più precisamente a Cagliari: Paola Toschi.

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Paola negli anni ottanta ha collezionato diversi titoli pesanti e il più importante è forse il titolo mondiale su Mistral. Ma se Manuela ha improvvisamente abbandonato la sua carriera agonistica per ritirarsi a Caldaro con suo marito, Paola Toschi non ha mai abbandonato “l’ambiente” abbandonando il windsurf per dedicarsi alla vela, quella delle barche, grandi e piccole.

Ma il particolare più curioso è che Paola è attualmente la professoressa di Educazione Fisica di Marta Maggetti!!!

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E se nelle interviste su Sailing Sardinia Marta parla poco guardate che parlantina su Videolina (clicca qui e andate al 21° minuto)

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A Cava Usai, proprio a ridosso di Capo Carbonara, ci sono una serie di sculture che non passano inosservate. Ad una prima occhiata sembrano i classici cumuli di pietre che spesso vediamo in montagna per segnare i sentieri, ma osservandole meglio ci si accorge che ognuna di esse ha richiesto un bel pò di lavoro e studio. Alcune hanno alla base pietre molto pesanti, che difficilmente due o tre persone riescono a sollevare. Poi guardando la disposizione delle pietre ci si accorge che non sono state messe casualmente, ma ognuna è stata messa in una precisa posizione affinchè la sensazione è che molte siano sul punto di cadere. Poi c’è la quantità: ci sono centinaia e centinaia di questi totem fatti di pietre di granito. Pare ci siano da prima che iniziasse l’Estate. Qualcuno sa chi li ha fatti? Perchè? Quando? Insomma qualcuno sa darci qualche notizia su queste misteriose sculture senza incolpare i soliti extraterrestri come ha già fatto un giornalino locale?

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guarda anche QUI

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Se una Istituzione (Regione o Provincia o Comune) vuole sostenere con un contributo l’attività di un atleta particolarmente meritevole, ad esempio un velista che deve pagarsi l’attrezzatura e le trasferte, deve per forza passare attraverso il Circolo a cui è affiliato il suddetto atleta. Il contributo arriva al Circolo sotto forma di una erogazione generica da parte dell’Istituzione per attività agonista. A questo punto, secondo le sane regole deontologiche di ogni Club sportivo che si rispetti, conosciute le reali volontà dell’Istituzione erogante, e felice che un suo atleta riceva supporti finanziari esterni alleggerendo di conseguenza una sua incombenza ( I Circoli sportivi dovrebbero avere come priorità l’attività agonistica dei loro atleti), il suddetto Circolo dovrebbe ringraziare senz’altro l’Istituzione ed essere ben contento di rispettarne la volontà.

Dunque l’atleta, magari non più giovane, ma ancora sulla cresta dell’onda, cioè ancora in testa alle classifiche nazionali, che è imbarazzato a chiedere al proprio Circolo un sostegno finanziario, perché vede bene che la priorità la si voglia dare ad atleti più giovani e promettenti, autonomamente si mobilita e riesce a trovare una Istituzione che lo voglia sostenere finanziariamente per l’attività agonistica dell’anno in corso. Il finanziamento da lui procurato deve passare attraverso il suo Circolo… nessun problema: si avverte il Consiglio direttivo e questo sarà ben contento che un suo atleta meritevole, al quale il Circolo non poteva dare alcun supporto finanziario poiché, non avendo enormi disponibilità, dava la priorità ai giovani, possa comunque svolgere l’attività agonistica grazie a contributi esterni e senza pesare sulle sue “tasche”.

Se poi l’atleta, onestamente e perché sensibile all’attività sportiva giovanile, decide di tenere per la sua attività agonistica una piccola parte del contributo da lui procurato e lasciare il resto al suo Circolo affinché lo usi per l’attività agonistica dei suoi giovani atleti … ebbene io credo che il suddetto Circolo dovrebbe essere orgoglioso di avere atleti del genere e, quanto meno, ringraziare.

Mai ci si aspetterebbe che il Circolo, poiché la burocrazia di fatto lo usa come strumento di transito per erogare contributi agli atleti, pretenda una tangente dall’atleta o, addirittura, tratti l’atleta (quello onesto e sensibile all’attività sportiva giovanile) come un “trafficone” perché voleva tenere per la propria attività agonistica una parte del contributo.

Sicuramente tutti noi velisti, ma direi sportivi in genere, dovremmo riflettere su un problema serio, quello appunto dei contributi che gli atleti riescono a farsi dare dalle Istituzioni e che poi vengono fagocitati dai Circoli per altre loro priorità.

E’ inutile negarlo, i Club sportivi sono convinti che, poiché l’atleta ha bisogno di loro per far transitare il contributo erogato da un Istituzione, questo gli dia il diritto di mettere le mani sul denaro, una “tangente”, un “pizzo”, chiamatelo come volete, ma il principio è quello, e talvolta si tratta dell’intera somma ! ” Tu atleta hai bisogno del Circolo per avere contributi dalle Istituzioni? Bene, il transito lo devi pagare, magari con l’intera cifra del contributo”.

Ma gli obiettivi sportivi di un atleta (avere una attrezzatura competitiva e poter partecipare alle competizioni sul territorio nazionale e internazionale) non dovrebbero essere gli stessi condivisi dal suo Circolo di appartenenza? I Circoli acquistano lustro e visibilità grazie ai successi dei loro atleti e dunque dovrebbero avere tutto l’interesse ad agevolare i transiti di contributi per gli atleti, specie per quelli che loro, con i loro fondi, non riescono a sostenere finanziariamente perché magari hanno dato la priorità ad altri più giovani e promettenti.

Ritengo che lo sport, quello sano, dovrebbe essere lasciato fuori da meschini giochi economici e malcelate invidie e i Circoli esistono per tutelare la diffusione della attività sportiva e devono serenamente saper collaborare con le Istituzioni, specie qualora queste abbiano l’intenzione di sostenere economicamente i loro atleti, grazie ai quali gli stessi Club acquistano notorietà.

Circoli, Istituzioni e atleti dovrebbero avere un obbiettivo unico e, come sempre quando si uniscono le forze, i risultati sarebbero sicuramente maggiori e, soprattutto, la partecipazione di più soggetti renderebbe la vittoria condivisa e dunque più bella da assaporare.

 

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“Per ottenere un risultato così non bastano solo i talenti, ma ci sono tutta una serie di elementi che servono a far sì che i talenti vengano fuori. Uno di questi elementi è il clima sereno in cui gli atleti vivono. E al Windsurfing Club Cagliari c’è un clima bellissimo!” Così Pietro Sanna ha detto, lontano dai riflettori, in una amichevole chiacchierata mentre le “personalità” presentavano la serata in onore degli atleti che a Martigues hanno ottenuti i grandi successi del Mondiale Techno 293.

E ancora una volta il bel clima del WCCagliari ha fatto centro! Una bella serata per premiare i suoi campioni con una marea di gioventù, bella gioventù, con tanti amici giovani anche dello Yacht Club Cagliari che sono venuti a festeggiare i cugini campioni. Una festa fatta per loro, per i giovani, con pochi discorsi, un buffet casereccio (benedette mamme!) e tanta tanta musica che ha fatto ballare giovani e meno giovani. E’ da questo clima che è venuto fuori il successo di Marta Maggetti e Michele Cittadini, ma anche il successo di tutta questa grande squadra guidata da Mauro Covre che nell’allenare questi ragazzini ha scoperto la sua vera vocazione. Una squadra sì, una squadra che ha sofferto e gioito assieme a Marta e Michele in tutte le fasi del mondiale di Martigues. Ma una squadra che ha anche ottenuto dei brillanti piazzamenti anche senza i super successi dei due bigs.

Mattia Onali (10° Under 15) e Elena Vacca (10° tra le donne) sono stati i due atleti che sono andati vicinissimo al podio. Loro sono l’immediata retroguardia di Marta e Michele e in diverse occasioni hanno fatto molto bene. Poi tutti gli altri che, numeri alla mano, non hanno brillato, ma sono la base per ottenere risultati altrimenti impossibili da raggiungere: Andrea Schirru 16°, Alberto Costa 40°, Carlo Ciabatti 49°, Giangi Mamusa 81°, Andrea Gregorini 87° Francesco Casti 63° Under 17, Roberto Cortese 83° Roberto Abis 96°, Andrea Puzzoni 125°

Che dire se non BRAVI, BRAVI E ANCORA BRAVI!!!

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C’è mancato pochissimo! La fortuna è stata che l’’incidente ha coinvolto Renato Cittadini (sì, il papà del famoso Michele) che, essendo medico, ha saputo ben comportarsi col ferito, Lele Sotgiu. Ma capiamo meglio come è andata

Maestrale 20 nodi a Cagliari, Renato navigava al traverso sottovento e un po’ indietro rispetto a Lele. Erano con le tavole da slalom e la velocità si aggirava quindi sui 25 nodi. Lele decide improvvisamente di strambare e non si accorge che sottovento c’è Renato. Lo scontro è inevitabile. La prua della tavola di Renato squarcia la bugna della vela di Lele e poi…Renato si ritrova in acqua. Si guarda in giro, cerca Lele e non lo vede. Passano i secondi. Lele dov’è? Guarda dietro le attrezzature in acqua. Ecco Lele! Ha perso conoscenza ed è con la faccia in acqua. Non ha il salvagente. Renato lo gira subito in modo che possa respirare. Il respiro c’è, debole ma c’è. Anche il polso dà segnali rassicuranti, ma Lele è ancora incosciente. Ha un bel taglio nel sopraciglio. Renato urla al figlio Michele, che era lì vicino, di correre a terra e chiamare subito il 118. Nel frattempo si avvicina Maurizio Farigu. Maurizio e Renato sollevano sulla tavola Lele che inizia a dar segni di vita. Poi arriva subito il gommone, si corre a terra e l’ambulanza porta subito il ferito in ospedale.

Ancora oggi Lele è in ospedale con ancora un po’ d’acqua nei polmoni, ma sta bene.

Poteva finire in tragedia, e ci siamo andati vicinissimo. Ma ogni incidente deve insegnarci qualcosa. In questo caso la regola è: prima di strambare guarda! Questa situazione capita spessissimo: tante volte siamo sovrappensiero e senza ragionare strambiamo velocemente, senza controllare cosa o chi ci sia sottovento

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