Quest’anno, durante il Girovela, nel golfo di Taranto ci siamo trovati in mezzo ad un branco di delfini. Saranno stati più di un centinaio, saltavano e andavano velocissimi. Il mare ribolliva e , nel giro di cinque minuti, sono spariti. Sono riuscito a filmarli quando erano già lontani. Siamo abituati ad incontrarli, ma mai li avevo visti così tanti e così euforici.
Il video però non mostra solo bellissime immagini di questi affascinanti mammiferi, ma anche delle belle immagini di onde e di mare.
Ci è piaciuto e l’abbiamo pubblicato.
Approfitiamo di questo post per mostrarvi anche la foto di un capodoglio morto avvistato nel golfo di Cagliari, all’altezza di Geremeas. La foto risale a Sabato scorso, prima che entrasse il Maestrale

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22 Luglio 2010 at 07:24
SOLO ACQUA?
Alla prossima mareggiata, durante la scaduta, quando cioè il vento cessa di soffiare e rimane solo l’onda pigra, dolce, grossa e potente, regolare di un respiro profondo, prendetevi il tempo – e qui sta la prima sfida – di sedervi in silenzio di fronte al mare.
La spiaggia dovrà avere una forma semicircolare, non troppo ampia, una piccola baia sabbiosa o ciottolosa.
Sedetevi in silenzio al centro della baia.
Ora osservate l’onda che monta, si gonfia, si alza imperiosa, si erge verticale e trasparente, maledettamente trasparente sfidando le leggi a lei e a noi assegnate, richiama a sé ciottoli, sabbia, alghe ubbidienti e acqua, tanta acqua di cui si nutre avida e inizia a incrinarsi e a rompersi in alto, come un labbro che si apre schioccando e attorcigliandosi su se stesso con un rombo schiumoso senza apparente controllo e infine distendendosi e stirandosi pigramente restituendo in pochi istanti alla terra e al mare del quale è formata, immense quantità di se stessa, arrivando a lambire i vostri piedi con garbo e disarmante delicatezza, inseguendo risa di bimbi in fuga, giusto prima di ripiegarsi su se stessa, ascoltare il richiamo e alimentare l’impaziente, successiva sorella.
Provate però – e qui sta il bello – ad ascoltarne il rumore.
Ascoltate lo schiocco di frusta che da il La all’orchestra, lo schiocco del maestro che richiama gli allievi, lo schiocco di frusta secco. È il segnale.
Segue il rombo scrosciante assordante e ondulatorio che corre poco sotto la cresta e cammina veloce per tutta la baia da un lato all’altro.
Un rumore che si sposta veloce e geometrico e corre parallelo alla battigia.
Sembra ubbidire ad un comando.
Sembra intelligente.
Sembra?
È acqua, solo acqua, solo una montagnola di acqua ubbidiente a leggi ancestrali, ma solo acqua.
La stessa che guardiamo correre giù dai nostri rubinetti e dai nostri scarichi, la stessa acqua che ci ha lavato, che porta via con sé parti infinitesime di noi e di altri, di tutti e che le miscela con amore per millenni fino a restituircele edulcorate e purificate, pronte ad un nuovo concerto in una qualsiasi piccola baia di un qualsiasi mare .
La prossima volta che arriva una mareggiata, siediti in silenzio al centro della baia. Ascolta e osserva. Osserva meglio.
Osserva le onde. Stai attento. Proprio solo un istante prima, solo un fugace istante prima che franga tra la trasparenza assoluta, potresti vedere te stesso.
La prossima volta che arriva una mareggiata, siediti in silenzio al centro della baia.
Potresti sorprenderti.
Capitano mio capitano
22 Luglio 2010 at 07:27
scusa antonello ti ho incasinato il post le righe sono troppo lunghe
comunque sul link sotto trovate altre poesie che parlano del mare
http://www.yachtclubquartu.it/forum/viewtopic.php?f=70&t=128
saluti
Luciano