E’ con grande piacere che pubblichiamo questa lunga lettera che Anna Maria Bonomo, giudice di regata nell’Invernale di Capitana, ci ha inviato. Niente meglio di questo scritto ci fa un ritratto reale di questo evento che è diventato un Grande Evento per noi velisti sardi.
“Non vediamo l’ora che arrivi l’inverno così inizia il prossimo campionato di Capitana!” con questa frase, più o meno a fine giugno 2009, un regatante della precedente edizione del Campionato (uno di “quelli del 52”), mi ha salutato a margine di un casuale incontro sui pontili di un marina di Su Siccu.
In quel momento ho capito quale fosse la vera forza di questo avvenimento che già dopo poche edizioni era stato in grado di provocare una vera rivoluzione nello stesso modo di concepire le stagioni di noi appassionati velisti cagliaritani: l’inverno infatti, da stagione da vivere in letargo in attesa della nostra lunga estate, con al massimo un settimana bianca per tenersi in allenamento, diventava stagione protagonista della attività velica tanto che la stessa estate diventava stagione non più regina ma di sola attesa del grande evento invernale. INCREDIBILE!!!
In quel momento, nella sincera e autentica passione di quel tranquillo velista catturato dall’agonismo della regata, ho anche questa volta trovato la positiva risposta alla fondamentale domanda che noi giudici della FIV, che facciamo un lavoro molto complicato in una situazione di totale, gratuito, volontariato, spesso nei momenti di crisi o di massima stanchezza ci facciamo: Ma ne vale la pena? Si né è valsa la pena! Per consentire a quel regatante e ai tanti altri che, come lui, aspettavano l’inverno per divertirsi in mare è valsa la pena di lavorare tanto, di assumersi responsabilità grandissime in tanti e diversi ambiti di rilievo, di sacrificare per così lungo tempo quasi tutto il mio pochissimo tempo libero. Ne è valsa la pena perché soprattutto, anch’io in mare con tutti voi e con gli amici vecchi e nuovi con cui ho condiviso questa avventura, mi sono divertita molto!
Certo arrivare in fondo, impegno che avevo preso come al solito in particolare con me stessa, è stata dura e, domenica sera, le facce sfatte di tutti noi lo testimoniavano.
E questo non solo perché quest’anno abbiamo avuto un vero inverno e tempo sempre duro in mare anche nelle ultime regate a primavera già iniziata, e ovviamente, nel pieno rispetto delle leggi di Murfhy, tutto quello che poteva succedere, rompersi o complicarsi, è successo, si è rotto e si è complicato; o perché anche a terra non ci sono state risparmiate perturbazioni non meno insidiose che ci hanno costretto a non previste e prevedibili attività supplementari anche al di fuori delle giornate di regata; ma soprattutto perché proprio lo straordinario successo di partecipazione di iscritti e reali concorrenti ha trasformato quella che era in fondo solo una regata di sociale, in uno dei più importanti e partecipati Campionati invernali tra i moltissimi che si sono disputati in tutta la penisola, con ciò mettendo a dura prova la resistenza e la tenuta di una organizzazione complessiva che era ovviamente strutturata e dimensionata per far fronte a una semplice regata sociale.
Quindi aver retto a tale impatto che rischiava di avere su tutti noi effetti travolgenti e dirompenti è stato di per sé, per tutta l’organizzazione e per noi componenti del Comitato, il primo vero obiettivo che ci eravamo posti e il cui positivo raggiungimento è ora motivo di grandissima soddisfazione. Anche perché, giusto per riprendere un argomento del bilancio che Antonello ha fatto della manifestazione, il problema è che le altre regate FIV di analoghe dimensioni di partecipanti a cui siamo abituati, sono in genere campionati italiani, europei, mondiali o giù di lì in cui, in base alla normativa, i giudici sono almeno 5 o 6 in Comitato e 3 o 4 in Giuria. Mentre qui, eravamo inizialmente solo in tre, io con i bravissimi Vincenzo Aru e Cecilia Clivio, nelle sole ultime due giornate sostituita da mamma Betty, poi in quattro, quando all’inizio dell’anno siamo riusciti a riavere anche la disponibilità di Chicco Clivio, cosa che ci ha consentito di sperimentare addirittura i due campi di regata diversi, e vi confesso che in barca Comitato molte volte abbiamo desiderato avere tre braccia e quattro gambe.
Ovviamente, via vai nel prosieguo della manifestazione, anche noi come del resto i regatanti, siamo cresciuti e migliorati proprio nei meccanismi e negli automatismi oltre che nell’affiatamento con tutta l’organizzazione che era l’unico modo per supplire alle carenze numeriche e all’insuperabile circostanza di avere a disposizione, ciascuno solo due braccia e due gambe.
E sempre per riprendere, correggendolo, un commento di Antonello, l’affiatamento si è consolidato non certo su un nostro adattamento allo stile da lui definito “praticone” che avrebbe caratterizzato l’organizzazione ma, al contrario, su una piena e sempre più convinta condivisione della stessa organizzazione alla nostra sempre ferma volontà di portare avanti la manifestazione nel pieno rispetto delle regole federali che, personalmente, avevo posto come condizione imprescindibile alla mia accettazione dell’incarico di Presidente di CdR.
Magari all’inizio Luciano e Franco, forse conoscendomi ancora poco, avevano sottovalutato la mia determinazione e tenacia sul punto, ma devo dire che invece alla fine si sono rallegrati nel constatare che la regata, anche per questo, aveva avuto maggior successo e, tra l’altro, tutto il lavoro fatto insieme si era rivelato in fondo un vero e proprio corso di formazione, al quale mi sono con piacere prestata, sulla normativa Fiv relativa alla conduzione della regata per la parte amministrativa. Devo quindi dare loro pubblico atto, che il lavoro del Comitato è stato supportato in modo sempre più convinto e consapevole e con molta serietà e precisione come non in tutti i circoli sardi e anche continentali, a cui pure sono state assegnate regate ben più importanti, ho avuto modo di riscontrare.
Quindi nel momento dei bilanci, devo sottolineare che sono particolarmente soddisfatta e grata a chi ci ha sempre consentito di operare soprattutto in condizioni di sicurezza ottimale e di rispondere positivamente a tutte le richieste di assistenza che dalle barche sono arrivate a causa delle molte rotture causate dalla durezza delle condizioni meteomarine: dal traino fino a dentro il porto di molte imbarcazioni per rottura di stralli, timoni, drizze etc., al recupero di uomo caduto in mare nelle gelide acque invernali, al prontissimo trasporto dell’ultimo infortunato di domenica a terra sull’ambulanza, che fortunatamente ha in prevalenza stazionato inoperosa, alla straordinaria assistenza che le barche hanno ricevuto in porto al rientro dalla regata anche nelle non agevoli manovre di ormeggio con il maestrale al traverso.
Ringrazio quindi Luciano Gessa, presidente dello Y.C. Quartu S.ELENA, circolo affiliato FIV, autorità organizzatrice della manifestazione, che da vero appassionato velista e uomo di mare qual’ è, oltre a tutto il resto ha diviso con noi sempre in mare, per tutte le giornate, le fatiche e le bagnate della domenica, sempre sul gommone a fare assistenza, mettere boe se serviva, tirare a mano ancore di barche comitato o a portarci al volo dove serviva per accorciare una regata o prendere degli arrivi scoperti, come poche altre volte ho visto fare da parte di altri presidenti di circoli. Per la timidezza e la ritrosia dai ruoli più esposti che lo contraddistingue, al rientro a terra si è spesso reso invisibile ai più e anche domenica alla premiazione abbiamo fatto fatica anche solo a fargli consegnare le coppe. Grazie a Paola, sua moglie, che sia in barca Comitato sia a terra in Segreteria non ci ha fatto mai mancare il suo sorridente aiuto. E un caro abbraccio alla nostra Robertina Casu, ormai una di noi, altro esempio di come l ’invernale di Capitana sia un ottimo campo scuola visto che da lì è finita direttamente nella barca comitato del grande Peter Luigi Reggio, l’anno scorso a Cagliari per gli RC 44 ed i FARR 40.
Un grandissimo ringraziamento a Simone, Mario, Marco, insuperabili posaboe, sicuramente pronti per manifestazioni di maggior rango, e a Fulvio del W.C.C., la solita granitica sicurezza per noi del C.dR., finchè il suo club ha potuto continuare a dare il concordato supporto al Y.C. Quartu. Grazie anche a Roberto Marci che, con il mezzo messo a disposizione dall’organizzazione, oltre a regalarci le splendide foto che tanto hanno contribuito a far risaltare il fascino della manifestazione, ha anche svolto un ruolo importante nella nostra assistenza collaborando, da battitore libero, in tutto ciò che serviva e dal Comitato gli veniva richiesto.
Non posso certo dimenticarmi, nei ringraziamenti, di Gianni Suardi, il nostro mago informatico delle classifiche che, pur essendo uno di voi, un regatante, appena sceso a terra spesso ancora in cerata, veniva costretto ad un superlavoro perché tutti volevano i risultati subito, compresi i media che hanno dato all’evento una copertura certo non da regata sociale. E pensare che tutto questo lavoro e la sua posizione di nostro diretto collaboratore non gli ha neanche risparmiato l’inesorabile squalifica che su protesta dello stesso CdR abbiamo dovuto dargli per il salto di una boa di percorso. Ma dopo, con una birra in mano, la nostra amicizia ne è ovviamente uscita rafforzata.
Cosa dire di Franco Ricci, che con la sua SIV e ultimamente anche come componente dello stesso consiglio direttivo dello YC Quartu , ha fornito una fondamentale collaborazione alla riuscita di una manifestazione iniziata anni fa da una sua felice idea. Non mi pare abbia bisogno di ulteriori ringraziamenti oltre ai tanti che già tutti gli abbiamo fatto, visto che la sua esuberante indole romagnola lo porta ad essere quello sempre più visibile ed esposto a volte anche con volontaria funzione di parafulmine per consentire agli altri di lavorare più tranquilli. Certo è incredibile il suo eclettico funambolismo, sempre di provenienza romagnola che, seppure a volte lo porta a confidare troppo nelle sue capacità di riuscire a rivestire sempre tanti ruoli nella impresa, lo faceva sempre materializzare non si sa come nel posto giusto al momento giusto, come quando spesso al rientro in porto, con ancora la cerata addosso potendo giurare di averlo visto un attimo prima tranquillo al timone del suo Melges, un attimo dopo si materializzava al timone di un gran crociera o vele bianche traversato al vento appena in tempo per far evitare danni al suo armatore e per aiutarlo a fare una perfetta manovra di ormeggio, e immediatamente dopo era già sotto la gru per aiutare tutti i J24 e i melges nell’alare velocemente le barche, mentre già dava il via al ristorante per quella fumante e mitica pasta e fagioli che al rientro a terra in tante gelide domeniche è stata per tutti il miglior ristoro a tanto freddo e la miglior compagna di tante allegre chiacchiere di dopo regata in attesa delle classifiche.
Ma forse tra i tanti ruoli lo voglio ricordare soprattutto per quello di armatore e sponsor di tante tra le imbarcazioni iscritte che grazie alla sua preziosa attività con la ScuolaItaliainvela ha dato la possibilità a tanti, nuovi e vecchi regatanti, di vivere questa bella esperienza, oltre che fargli gli auguri per l’ultimo nuovo incarico di fresca nomina, di componente del consiglio direttivo, con delega per l’Altura dello Y.C. Quartu per il quale starà sicuramente già elaborando tantissimi programmi.
In ultimo non può mancare ovviamente il mio particolare ringraziamento a tutti i regatanti di tutte le classi soprattutto per il loro straordinario entusiasmo, e voglia di esserci anche nelle giornate più brutte e fredde, che è poi stato la vera forza che ci ha consentito di superare ogni difficoltà ai quali dico: il Campionato siete voi, difendetelo e fatelo diventare sempre più grande e, ricordatevi, la Barcolana è nata così, una regata di circolo di fine estate nella quale la spinta iniziale è stata solo quella di battere l’amico o il vicino di posto.
Il mio commento già non breve, ma cinque mesi di emozioni sono difficili da condensare, si fermerebbe qui, ma il bilancio tracciato da Antonello, mi impone di riprendere ancora due dei suoi argomenti per corretta informazione di tutti e dei regatanti in particolare.
A proposito di squalifiche e classifiche devo fare un altro appunto al commento di ieri di Antonello, per dovere di corretta cronaca: non è vero che le classifiche finali delle varie classi siano state falsate dalle squalifiche che il Comitato ha dato per i ritardi con cui qualche componente di equipaggio ha rinnovato il tesseramento FIV per il 2010, ma è invece vero il contrario e cioè che le classifiche sarebbero state falsate se tali squalifiche, in presenza dell’esito dei controlli che il Circolo organizzatore ci ha comunicato, non fossero state comminate a termini di regolamento. Il regolare tesseramento è infatti il primo dei presupposti che consentono la legittima partecipazione alla regata e la sua utile collocazione in una classifica di regata, prima ancora delle regole sulla partenza e di quelle della parte seconda del regolamento. L’obbligo della certificazione medica connessa al tesseramento è poi prescritta da un provvedimento legislativo dello stato, la cui inosservanza è gravemente sanzionata.
Per fortuna, questa posizione vagamente critica di Antonello mi pare sia del tutto isolata, in quanto invece i riscontri che abbiamo registrato sul posto, anche nei giorni della presentazione e discussione delle proteste sono stati tutti molto positivi anche da parte di tutti i regatanti e degli stessi squalificati, che è giusto sottolinearlo, hanno tutti avuto un comportamento di grande correttezza sia nella fase di discussione della protesta sia in quella successiva alla squalifica. E in particolare anche da parte di quelli che abbiamo dovuto necessariamente squalificare, non consentendoci il regolamento un diverso trattamento, anche se in udienza ci hanno portato l’evidenza documentale, con tanto di scuse scritte dei circoli, di aver tempestivamente inviato soldi e certificato e che il mancato tempestivo rinnovo fosse dovuto solo a un disguido dello stesso circolo.
Mi sembra di poter dire che, l’occasione da negativa, come sempre è quella della repressione di una condotta errata, si sia trasformata in un momento di crescita e in fondo in una prova complessiva di grande maturità dei concorrenti che è uno dei dati positivi che sicuramente si può ascrivere al bilancio di questa manifestazione.
FIV grande assente di questo invernale ?!
Stupefacente affermazione di Antonello assolutamente non corrispondente al vero, in quanto la FIV , acronimo con cui è identificata la Federazione Italiana Vela, è stata invece assolutamente presente e protagonista della regata attraverso le sue varie articolazioni interessate, che sono stati il circolo organizzatore affiliato FIV, tutti noi giudici componenti del Comitato di Regata tutti tesserati FIV , in gran parte attinti alla categoria dei nazionali, da ultimo ancor di più nobilitato dalla presenza di Ennio Pogliano che la Federazione ha già indicato quale presidente del C.dR. dei prossimi italiani Melges di Alghero, i massimi esponenti delle classi nazionali più tecniche Melges e J24, Luca Babini ed Eros Angeli, ma soprattutto le molte centinaia di tesserati che hanno composto gli equipaggi e che con la puntuale applicazione delle regole del regolamento e della normativa FIV si sono confrontati e combattuti e tra cui dobbiamo annoverare anche Franco Ricci e Luciano Gessa che sono ovviamente tesserati FIV, e anche in tale veste hanno lavorato per la riuscita del Campionato.
La Federazione è stata inoltre particolarmente presente e vicina alla manifestazione attraverso i suoi competenti organi nazionali quando inizialmente, per dirimere alcune iniziali incertezze interpretative che parevano mettere in discussione la stessa effettuazione della manifestazione, in risposta ad un mio preciso e documentato quesito sul da farsi, nell’imminenza della seconda prova, ha tra l’altro espressamente chiarito che non erano stati rilevati “elementi ostativi allo svolgimento della manifestazione ed alla composizione del Comitato di Regata” per la quale è stata anche confermata come disciplina applicabile quella del paragrafo E della normativa federale per l’attività agonistica 2009.
Quindi, per la tranquillità dei regatanti, soprattutto di quelli che abbiamo squalificato perché non avevano rinnovato in tempo il loro tesseramento alla FIV, il Campionato invernale è stata una manifestazione della FIV, per tesserati Fiv con giudici FIV, nel corso del quale è stata applicata la normativa FIV che la Federazione, in tutte le sue componenti che ho citato, posso direttamente testimoniare, ha costantemente seguito e molto apprezzato. E che da diverse telefonate che ho già ricevuto da lunedì scorso, ha piacere veda sicuramente una prossima edizione sempre più partecipata.
Quindi se Antonello, com’è probabile, voleva sottolineare l’assenza di alcuni singoli esponenti locali della federazione, sempre per dovere di cronaca, doveva essere più preciso nell’identificazione delle persone e degli organi.
Anche perché non meno sorprendente mi appare l’affermazione che voci di banchina dicono che dalla III zona siano arrivati commenti entusiastici sull’invernale di Capitana, in quanto evidentemente frequento banchine diverse in cui le voci non erano le stesse, ma di segno opposto tutt’altro che entusiastiche e, da poco più di un mese, sempre costantemente espresse da alcuni in ogni occasione pubblica e privata, anche a me direttamente.
Se poi, com’è caratteristica delle persone intelligenti, qualcuno ha cambiato idea, aveva la possibilità di metterci a parte del suo nuovo entusiasmo, essendo stato espressamente invitato sia dal Circolo sia da me personalmente a più riprese, venendo alla premiazione a dircelo, magari anche solo per cogliere, come dice Antonello, l’occasione di cavalcare un successo che gli era stato servito su un piatto d’argento.
Ma mai come in questo caso gli assenti hanno avuto torto, perché si sono persi una festa emotivamente così coinvolgente come è stata la premiazione di Domenica, come ci ha sottolineato Ennio Pogliano prima di andare via, uno che di premiazioni ne ha visto forse migliaia, e si sarebbero potuti godere uno dei tanti miracoli che il Campionato ha prodotto, la vittoria tra le Vele Bianche e non solo, in mare e nel suo straordinario progetto, di Zuben il Gabbiano e del suo splendido equipaggio.
E per finire sempre nel segno della solidarietà, vi aspetto tutti numerosi ed entusiasti come sempre alla Rotary Cup del 18 aprile prossimo…. sempre per aspettare che arrivi il prossimo inverno!
Pensavate che Andrea Casale, testimonial della Quantum Sails Italia, fosse venuto a Capitana per presentare i nuovi modelli di vele per il J24? E invece no! Andrea in occasione del Campionato Italiano di J24 svoltosi a Cagliari nel 2007 è stato presente quando, in una serata in onore dei velisti presenti, ha fatto una fugace apparizione una bellissima e misteriosa ragazza. Dopo, si è saputo che questa ragazza frequentava i campi di regata ed era conosciuta come la “Perla di Mogoro” . L’apparizione sembra aver sconvolto il forte velista che più volte è tornato a Cagliari sperando di incontrare nuovamente la splendida ragazza, ma è sempre stato sfortunato. Questa volta, ormai disperato, si è rivolto a Sailing Sardinia per lanciare il suo appello.
Scherzi a parte, Andrea questa volta non si è fatto fregare dalla neve come era successo nel weekend precedente, quando la forte nevicata che ha colpito tutto il nord Italia qualche settimana fa gli aveva fatto perdere il volo per Cagliari. Andrea questa volta ce l’ha fatta e venuto a Capitana e con la sue vele Quantum è salito sul J24 di Perluigi Pibi e si è sparato due primi. L’indomani prende il posto di Mariolino Difraia alla barra di Botta Dritta e vince l’unica regata disputata. Certo, è campione mondiale della classe ma è veramente incredibile vederlo salire la prima volta su una barca che non conosce, equipaggio che non conosce e riesce a vincere tutte le regate!!
Meteorologia e vela sono indissolubilmente legate e npi velisti dovremmo essere molto più ferrati su tutte le questioni meteorologiche. Intanto guardiamoci questo bellissimo video poi se ne vogliamo sapere di più….
Erano gli anni 2005-2006 e ogni Domenica d’Inverno le barche della Scuola Italia in Vela partecipavano ad una sorta di Campionato Invernale condominiale organizzato proprio da Franco Ricci. “Ma perché non allargare la partecipazione anche agli esterni?” e così, nell’Inverno 2007-2008 nasce il primo Invernale di Capitana, che mostra subito le sue potenzialità sfoggiando, al suo esordio, una trentina di barche a mare. Ancora pochine, ma pensate che in quei periodi le regate ufficiali avevano una media di sei partecipanti. La cosa è piaciuta e, un anno dopo l’altro, siamo arrivati all’edizione 2009-2010, con punte di ottanta barche a mare! Ora l’Invernale di Capitana è praticamente l’unico evento agonistico Invernale del Golfo di Cagliari per l’altura e in mare troviamo dai J24 ai barconi da crociera, che regatano a vele bianche; dai velocissimi Melges24 ai potenti IMS. Insomma una vera manifestazione a tutto campo. Tracciamo un bilancio dell’Edizione 2009-2010.
Marina Di Capitana. Il porto si presta alla grande per accogliere tutti i regatanti e il ristorante/bar è ottimo per il post regata, cosa che nelle ultime regate ufficiali si era un po’ perso. Bisognerebbe trovare un sistema per velocizzare le operazioni di alaggio e varo, ma i velisti locali potrebbero dare un grande aiuto movimentando le barche in giorni diversi dal giorno di regata.
J24. Rimane sempre la classe regina. Ok, è una classe ormai “anziana” ma, mettiamo i piedi per terra, in Sardegna è difficile trovare le risorse (cioè i soldi) per creare una nuova classe più moderna tipo i Melges24, quindi godiamoci tutto il sano agonismo di questa classe. I teams di Arzachena (assenti ingiustificati) e Botta Dritta assente in diverse giornate, hanno permesso a Davide Gorgerino, col suo storico Carloforte Sailing Team, di sbaragliare la concorrenza, grazie soprattutto alle condizioni robuste trovate in questi sei mesi di regate. Alberto Gai col suo Wile e Coyote, distaccato dai ragazzi di JPandolfa, ha ben retto agli attacchi dei ragazzi di Aria (c’era lo zampino di Nicola Campus?). Per dovere di cronaca bisogna dire che la classifica di questa classe (come anche tutte le altre classi) è falsata dalle squalifiche inflitte a tutti gli equipaggi non in regola col tesseramento 2010. La ciliegina per questa classe è stata la presenza di Andrea Casale nelle ultime due giornate. Andrea, iridato J24 nel 2008, ha preferito venire in Sardegna che partecipare alla prima tappa del circuito Melges 32. E a Capitana ci ha mostrato le potenzialità delle vele Quantum di cui è testimonial.
Melges24 La classe c’è. Nonostante gli elevati costi iniziali del mezzo, una media di otto barche ha garantito una buona presenza in tutto il Campionato. I ragazzi di Arborea hanno dato lezioni di vela professionistica e sono i vincitori del campionato con ampio margine. Il team guidato da Lorenzo Gemini è partito in fuga nella seconda metà del campionato e i ragazzi di CFadda si sono accontentati di un prezioso secondo posto davanti a Marina di Arbatax. La speranza rimane sempre quella di dare un respiro più internazionale all’Invernale per questa classe.
Crociera sotto i 10mt. I fratelli Manca hanno fatto valere la loro esperienza agonistica ben supportata da un Davide Schintu, ormai ex laserista, in gran forma. Hanno regolato nell’ordine il First 325 Losna e il Murphy 26 Cral Saras.
Crociera sopra i 10mt. Elixir vinceva con l’IMS e vince anche con i compensi di Capitana. La barca di Giovanni Marchetti con a bordo Gabriele Marica ha vinto facilmente su Tò Come Giro, il First di Tore Plaisant. A quest’ultimo il merito di essere stato il primo armatore a credere nell’Invernale di Capitana. Al terzo posto c’è Caesar di Luciano Dubois non completamente soddisfatto sui compensi applicati a Capitana
Vele Bianche. Mettiamo questa classe per ultima ma su queste barche dall’aspetto poco aggressivo c’erano equipaggi che avrebbero fatto carte false per rosicchiare un punticino agli avversari. Senza spy, ma di certo non erano senza grinta. I vincitori sono stati Maithena e Zuben rispettivamente tra i piccoli e i grandi.
Franco Ricci. Vi ricordate lo scherzoso video che abbiamo messo qualche giorno fa per prenderlo un po’ in giro? Beh, alla fin fine un fondo di verità in quel video c’è, perché Franco non sarà l’uomo chiave per salvare il mondo, ma di sicuro lo è stato per salvare l’altura dal torpore in cui versava in questi ultimi anni. L’ha fatto a modo suo, da romagnolo praticone, (ricordiamo che tra i suoi geni ci sono quelli di babbo Cino, principe dei praticoni), a volte pasticcione, ma l’ha fatto! Non ce ne vogliano gli altri collaboratori se mettiamo lui in cima alla lista, però se questo Invernale è arrivato dove è adesso, il merito è tutto suo. Ovviamente un bravissimo anche a Luciano Gessa (Yacht Club Quartu) che gli ha dato piena fiducia anche quando, alle prime difficoltà, in molti sarebbero scesi dal carro.
La giuria. I giudici, generalmente abituati alle regate ufficiali FIV, si sono dovuti adattare allo stile (praticone come già detto) Franco Ricci e probabilmente hanno avuto qualche difficoltà iniziale di ambientamento. Anna Maria Bonomo e Chicco Clivio, i giudici più presenti a questo Invernale hanno però saputo gestire al meglio le regate che in diverse occasioni hanno avuto condizioni proprio difficili. Non dimentichiamoci che sulla barca giuria abbiamo visto anche giudici come Luca Babini (arbitro nazionale per i Melges24) Eros Angeli (J24 e Melges24) e il mitico Ennio Pogliano il Presidente con la P maiuscola dei Comitati della Volvo Cup.
Infine saremmo ipocriti se non menzionassimo la FIV che in questo Invernale è stata la grande assente. Non vogliamo fare nessun tipo di polemica però sarebbe bello che si facesse di tutto per favorire il nascere di eventi simili. Anzi, a nostro avviso la Federazione dovrebbe cavalcare il successo di manifestazioni del genere e utilizzarle per fare vetrina e promuovere il nostro splendido sport. Per fortuna voci di banchina dicono che dalla III Zona siano arrivati commenti entusiastici sull’Invernale di Capitana e questo non può essere che di buon auspicio per l’edizione 2010-2011.
Anche la seconda tappa di Campionato Zonale “Laser” 2010 si conclude senza la prova di Scarto. Mentre in occasione della prima prova di febbraio, era stata la mancanza di vento del sabato a dimezzare le regate in programma, questa volta è colpa del troppo vento della domenica. Tre regate veramente molto impegnative con un forte vento da Ponente prima e Maestrale poi, con intensità mai inferiore ai 20 nodi e che ha toccato ed a volte superato anche 30 nodi. Comprensibile quindi che in tali condizioni siano state messe alla frusta sia le risorse fisiche dei 41 “laseristi” in mare, ma anche (soprattutto per le 2 regate del sabato, n.d.r.) l’operato del Comitato di regata composto dai Giudici Federali Vincenzo Aru e Mauro Covre. Questa seconda prova di Zonale, organizzata dalla Sezione Vela della Società Canottieri Ichnusa, sarà di sicuro ricordata come una delle più impegnative degli ultimi anni.
Nello “Standard Olimpico” limpido successo del portacolori della Lega Navale Italiana di Cagliari, Alessandro Masala, anche lui non immune da qualche scuffia che però non gli ha impedito di aggiudicarsi le tre regate. Al secondo posto si è classificato Giovanni Mibelli (Y.C. Cagliari) con due secondi ed un terzo parziali che con una buona scelta tattica in particolare durante l’unica regata della domenica, lo ha portato molto a ridosso di Masala. Ottimo il terzo posto di Ignazio Diaz (Y.C. Cagliari), secondo nell’ultima regata del sabato ed autore di un quarto ed un terzo rispettivamente nella prima e nella terza regata. Peccato che a causa delle condizioni particolarmente “dure”, su 17 “Standard” iscritti ben 10 non siano riusciti a terminare le due regate del sabato.
Tra i “Radial” duello in famiglia tra i fratelli Porcu. Roberto (Y.C. Cagliari) e Maurizio (L.N.I. Cagliari) hanno chiuso la prova a pari punti dopo una bella serie di regate condotte con alterne buone prestazioni dell’uno e dell’altro. Alla fine la vittoria nella seconda regata del sabato ha fatto si che Roberto si aggiudicasse il primato seguito appunto da Maurizio. Discorso a parte va fatto per Gianmario Broccia ed Enzo Masala (entrambi dello Y.C. Cagliari.). Veramente incomprensibile ed immotivata la decisione (soprattutto quella del “giovane” Broccia, n.d.r.) di non prendere parte alla seconda regata del sabato per fare rientro a terra, dopo aver conquistato rispettivamente il primo ed il secondo posto. Difatti a nulla sono valsi anche i rispettivi primo e secondo posto conquistati dai due anche nell’unica regata della domenica poiché l’impossibilità di disputare la quarta regata, a causa del consistente aumento del vento da Maestrale che verso la fine della prima regata è iniziato ad aumentare sino a stabilizzarsi ben sopra i 30 nodi. Per sua fortuna, nonostante tutto e grazie all’arrivo fuori tempo limite di Federica Maggiani (L.N.I. Cagliari) nell’ultima regata della domenica, Gianmario Broccia è riuscito almeno ad insediarsi al terzo posto, quando se avesse regolarmente regatato il sabato, visti i suoi risultati nelle due regate concluse, avrebbe potuto ottenere una posizione di vertice. Anche tra i “Radial”, ben 8 regatanti su 16 iscritti non hanno concluso neppure una regata!
Gradito ritorno alla vittoria di Riccardo D’andrea (Y.C. Cagliari) tra i 4.7. Riccardo, dopo qualche tentennamento nella prima regata, terminata in quarta posizione ha poi sfoderato una bella grinta oltre che buone scelte strategiche, andando a vincere le due rimanenti regate. Alle sue spalle i due giovani Silvio Gai, secondo e Josef Malesi, terzo, hanno comunque dimostrato che nonostante la ancora scarsa conoscenza della nuova e più impegnativa barca (continuano ancora a regatare anche in ”Optimist”, n.d.r.), conducono buone regate e tra non molto, continuando gli allenamenti, di sicuro inizieranno a regatare per la conquista del primato. Da segnalare nella classe dei giovanissimi anche la buona prestazione del rappresentante del Circolo Nautico La Caletta di Siniscola, Nicolò Piredda classificatosi quarto ma soprattutto la bella vittoria nella prima regata conquistata con grinta ed autorità da Alessandra Ibba del Circolo Nautico Oristano. Probabilmente senza un piccolo infortunio accusato sul finire della terza regata che la ha costretta al ritiro mentre si trovava al terzo posto, Alessandra sarebbe potuta salire sul terzo gradino del podio.
L’Invernale di Capitana si è appena concluso e con Sailing Sardinia dobbiamo fare gli straordinari per stare dietro a tutto il materiale che abbiamo su questa importante regata. In attesa di fare il post finale con relativo video vi proponiamo il comunicato stampa emesso dall’organizzazione. Per il resto, abbiate pazienza, tra qualche giorno vi mostreremo tutto.
Si è conclusa con una maestralata indimenticabile e una affollata quanto soleggiata premiazione, la quarta edizione del Campionato Invernale Marina di Capitana – Trofeo Regione Autonoma della Sardegna – CFadda Cup, che ha accolto e impegnato la flotta dell’altura cagliaritana per ben cinque mesi.
Organizzata dallo Yacht Club Quartu Sant’Elena, con la collaborazione della Scuola Italia in Vela, era infatti partita lo scorso 25 ottobre, con una partecipazione subito da record: settantacinque equipaggi da tutta la Sardegna, la maggior parte costanti nella partecipazione.
Ieri e oggi, il gran finale. E non poteva che essere maestrale. Fortissimo, rafficato, a mettere davvero a dura prova tutti i partecipanti, con manovre da brividi, qualche scuffia e ritiro. Ma tutti, a sentire i commenti in banchina, si sono davvero divertiti. In questi giorni come nei mesi passati, che hanno offerto condizioni sempre diverse e l’opportunità di giocarsi al meglio le regate, grazie alla scelta degli organizzatori di sdoppiare il campo e il comitato di regata.
Le due giornate conclusive hanno confermato, in tutte le categorie, i leader dell’ultima prova.
Ieri, due prove completate a fatica, con molti ritiri e raffiche di 30 nodi. Oggi una sola, con il maestrale oltre i 30 nodi. A quel punto, campionato chiuso e tutti in porto.
<Il campionato ha le potenzialità per crescere e continuare ad attirare nuovi equipaggi>, ha affermato al rientro il giudice ligure Ennio Pogliano, per l’occasione parte del comitato di regata. Gli ha fatto eco Eros Angeli, presidente della classe nazionale J24, anche lui in mare. <La flotta si è dimostrata compatta e ha sfruttato un’ottima occasione di crescita e divertimento>, ha detto prima della cerimonia di premiazione, presieduta dagli organizzatori..
Melges 24. Il campionato premia SIV Arborea, ma anche l’intera classe, cresciuta in quantità e qualità. Se Lorenzo Gemini e compagni sono stati i vincitori indiscussi, il livello della flotta è cresciuto e nelle ultime settimane si è assistito a un confronto sempre più equilibrato e agguerrito.
Solo all’ultima manche infatti si è deciso il secondo e terzo posto, assegnato a SIV CFadda con Roberto Cuboni e Marina di Arbatax di Gianluca Manca.
J24. La costanza dei risultati è stata l’arma in più di J Pandolfa, che ha disputato un’ultima manche di controllo ma spericolata, che ha mietuto non poche vittime: alla seconda regata di ieri hanno tagliato il traguardo solo cinque imbarcazioni. Il distacco costruito sugli inseguitori ha permesso al Carloforte Sailing Team di dare fondo alla propria esperienza, e giocarsi la manche senza ansia da prestazione, contro un ospite d’onore: Andrea Casale, timoniere del J24 pluriridato Fiamma. Incuriosito dall’eco del campionato, e a Cagliari per promuovere le vele Quantum, ha partecipato a bordo di L’Armadillo e Botta Dritta (vincendo tutte e tre le prove del weekend). A terra, si è dichiarato entusiasta. <E’ un bel momento di aggregazione, e le condizioni viste oggi sono davvero divertenti: al rientro a casa, non potrò che alimentare la leggenda della Sardegna come terra ventosa, e ideale per le competizioni veliche>. Hanno completato il podio Wile & Coyote di Alberto Gai e Aria della sezione olbiese della Lega Navale Italiana.
Tra i Gran Crociera sotto i 10 metri, vittoria con il batticuore per Baba Yaga dei fratelli Manca. Per tre punti ha tenuto a bada un Losna di Giuseppe Fanni, indomabile fino all’ultima prova. Terzo Cral Saras, protagonista della prima fase del campionato.
Sopra i 10 metri, Elixirdi Gianni Marchetti ha confermato il successo dello scorso anno. <Il campionato è lungo, ma meglio così: ogni volta è buona per andare in mare, e divertirsi>, ha commentato l’armatore cagliaritano prima della premiazione. Caesar di Luciano Dubois e To’ Come Giro di Salvatore Plaisant, rivali di sempre, hanno lottato fra loro fino alla fine: sono giunti secondi a pari merito.
Nelle Vele Bianche sotto i 10 metri, ha ribadito con forza la sua superiorità Maithena di Antonio Basilio Todde, mettendo a tacere avversari pronti all’assalto finale: Lyra di Antonio Delogu e Kalliste di Sergio Carta.
Anche tra le Vele Bianche sopra i 10 metri, l’ultima prova non ha fatto che ribadire la supremazia costruita, tappa dopo tappa, da Zuben, equipaggio capitanato da Manuel Marghinotti, e composto da ragazzi dell’Associazione Il Gabbiano Onlus, che dal 1999 opera a Cagliari nel campo della prevenzione e superamento del disagio mentale e psico-sociale attraverso lo sport, la cultura e il lavoro. Come sperimentato con successo in tutta Italia, la vela, il contatto con la natura e il continuo mettersi in gioco, producono infatti enormi benefici per chi affetto da disagio fisico o mentale.
Mio’kana di Lucio Magnante e Tinky Winky II di Enrico Napoleone hanno chiuso il podio.
Per l’assegnazione della Lioness Cup, è risultato valido il piazzamento della regata odierna (solo per gli equipaggi che, oltre al campionato, avevano aderito anche alla Lioness Cup):
1) J Pandolfa del Carloforte Sailing Team
2) Zuben dell’Associazione Il Gabbiano
3) L’Armadillo di Pierluigi Pibi
Il Trofeo Prima Boa de L’Unione Sarda ha invece premiato l’equipaggio che per il maggior numero di volte ha girato in testa la prima boa di bolina:
1) Zuben dell’Associazione Il Gabbiano
2) To’ Come Giro di Salvatore Plaisant
3) Elixir di Giovanni Marchetti
Il Trofeo Grendi è stato infine assegnato sulla base dei risultati migliori fra tutte le classi:
Beh, questo Ellison inizia a piacerci! Dopo essersi conteso per qualche anno il ruolo di “antipatico n° 1 della vela mondiale” con Ernesto Bertarelli, ora, con la Coppa nel salotto di casa, sembra indirizzarsi verso una versione più popolare della regata più importante al mondo. La news fondamentale è che vuole abbassare drasticamente i costi di una campagna di Coppa privilegiando l’aspetto agonistico su quello progettuale-organizzativo. Insomma vuol far vincere l’equipaggio migliore, non quello con la barca più veloce e questo comporterà una notevole riduzione dei budget: si passerà dai 100-150 milioni di dollari a budget di 4-5 milioni di budget. Tutto questo per allargare a più team la sfida velica più importante di tutti i tempi. Punta molto anche sullo spettacolo e sembra che la tendenza sia di portare la vela sempre più vicino alla gente, magari continuando la tendenza, adottata ad Auckland nella ultima Louis Vuitton, di avvicinare i campi di regata a terra in modo che tutti da terra possano ammirare lo sport più bello del mondo.
“Ci dovranno sempre essere degli aspetti progettuali, ma tali aspetti non dovranno essere quelli determinanti, non si dovrà arrivare a dire “avevo la barca più veloce e quindi ho vinto”. Voglio che sia una combinazione, con un piccolo vantaggio per chi ha la barca migliore ma il resto deve riguardare il modo come regati, come fai la tattica e come regoli le tue vele.
Con barche più piccole non ci sarà bisogno di 50 ingegneri, se la regola di stazza non sarà così flessibile si limiterà anche il costo della costruzione e delle vele. Le vele per queste barche grandi sono costosissime, una sola può arrivare anche a mezzo milione di dollari.
Non dovranno essere decisivi i soldi, riguarderà un po’ la progettazione e molto il modo migliore di regatare. E soprattutto dovrà essere una grande esperienza per gli spettatori, dovrà essere qualcosa che attragga i ragazzini… Io amo i monoscafi, tutta la mia esperienza velica è sui monoscafi ma se ciò che i ragazzini vogliono vedere sono i multiscafi perché sono più eccitanti, beh, faremo i multiscafi… Dobbiamo rendere questo un grande sport sia per chi vi partecipa sia per chi lo guarda.”
Non ho problemi a dire che le intuizioni creative saranno le benvenute. La vittoria di John Bertrand nel 1983 con la chiglia dalle alette su Australia II non era costosa, era geniale e creativa e questa è l’America’s Cup.
Ciò che non voglio è che i budget siano così alti da impedire a molti team di partecipare… così come ho un problema quando la tecnologia diventa determinante per vincere, così forse una volta ogni dieci edizioni viene qualcuno con qualcosa di realmente innovativo e vince, ma nelle altre nove edizioni deve vincere chi regata meglio.
Così diminuisco anche le mie possibilità di vincere? Certo e va bene così, non voglio dover tornare in tribunale per stabilire un insieme di regole chiare. Si può perdere lealmente se si ha la chance di tornare a vincere la volta dopo.
Sì, bravo Larry, continua così. Se ci vendiamo i J24 magari ci potremmo essere anche noi!
Che trasferta strepitosa! Forse neanche ai tempi di Giovanni Meloni, Enrico Strazzera e Lorenzo Gemini che non vediamo una classifica di Optimist con così tanti sardi nella zona di alta classifica. Un successo incredibile! Enrico Canu è terzo, Silvia Melis quarta Luca Strazzera sesto, Josef Maleci ottavo, Umberto Mauric decimo, poi Francesco Murgia 11, Silvio Gai 15, Roberto Puddu 16. Sono numeri impressionanti che fanno vedere la luce agli optimisti sardi dopo qualche anno di buio. Certo, alcuni di loro sono grandetti per la classe e hanno la testa ormai su qualche classe superiore, ma personaggi come Silvia Melis e Enrico Canu, entrambi classe 96, ci fanno ben sperare per una splendida stagione 2010. L’unica cosa? Speriamo di trovare sempre vento!
Ecco il resoconto di Francesco Murgia che abbiamo assoldato come nostro inviato
Di sicuro la cosa che mi rimarrà in mente di questa trasferta è un qualcosa che neanche nei film di Harry Potter si vede . Nessuno ha mai visto Maurizio e Stefano in piedi saltellare sul gommone, come gli sconvolts di curva nord, con le mani in alto gridando “ e vai……”, per festeggiare un mio primo in una batteria, e il primo di Josef, il secondo di Luca, il terzo di Silvio e il quarto di Enrico nell’altra. Io ho esultato così solo per la vittoria nel campionato del mondo della nazionale di Lippi.
Vi racconto ora come si è svolta la selezione. Abbiamo regatato per tre giorni disputando 7 prove. Finalmente le condizioni meteorologiche sono state bellissime. C’era il giusto vento (20, 25 nodi) e per una volta secondo me ha contato più la bravura che la fortuna, non essendoci state prove ad esempio con 2 nodi di vento, o prove con salti,buchi o rotazioni di vento di più di 180° che favoriscono solo,secondo me, i più fortunati. In queste condizioni i nostri Enrico (3) e Silvia (4), seguiti dalle volpi Luca e Josef, hanno fatto vedere i sorci verdi a tutti. Per completare la festa io chiuso 11° e Silvio 15.
Giorno1. Condizioni medie con punte che non superavano i 15 nodi. Abbiamo fatto 3 prove, quasi tutti noi nelle singole prove siamo entrati nei 15
Giorno 2. Il vento è nettamente aumentato. Noi di Cagliari ci siamo sentiti subito a nostro agio e applicando la grinta e la giusta determinazione, proprio in questo giorno abbiamo fatto le nostre prove migliori. Il vento non ci sembrava poi così forte anche se Guido Todesco a fine regata mi ha riferito che il giorno si raggiungevano sotto raffica i 27 nodi.
Giorno 3. Usciamo in acqua, provo il campo con Silvio ed Enrico e mi accorgo che il vento è ulteriormente aumentato. Dopo circa un quarto d’ora danno il primo avviso per la partenza.
In quella prova ho chiuso 4 dietro a Ettore Botticini, rimontato all’ultimo da Luca (2) ed Enrico (1).
Siamo riusciti a fare solo una prova perché poi il vento è aumentato e i giudici ci hanno mandato a terra anche se secondo me si potevano fare tranquillamente altre due prove. Alle 14 hanno appeso le classifiche e siamo rimasti tutti soddisfatti perché era da parecchi anni che la Sardegna non piazzava 8 atleti per la prima fase nazionale.
Non vediamo l’ora di partire per Numana dove si svolgerà la prima fase nazionale.
A Marco Barabino piacciono i giovani e le derive e così, con l’appoggio di altre settanta persone, ha fondato lo Yacht Club Olbia, circolo la cui mission sarà la promozione della vera vela, quella con la quale sei più a contatto col mare: la vela delle derive. Il circolo vuole offrire la possibilità ai giovani olbiesi di avvicinarsi alla vela delle derive (che Sailing Sardinia tifa tantissimo) senza dover macinare km per arrivare ad uno dei centri velici già esistenti in Gallura. Vuole essere il club della città, senza competere con gli altri due circoli olbiesi che si dedicano prevalentemente alla vela d’altura. Sembra mostrare subito un cuore sportivo visto che tra i soci ci sono regatanti del calibro di Peppino Murgia e Aurelio Bini. E non dimentichiamoci il passato di grande laserista dello stesso Marco! Noi non possiamo che fare al neo nato club il nostro migliore Good Wind (come ormai è consuetudine nelle grandi regate) e ovviamente cercheremo di seguire tutta la loro attività.
Yacht Club Olbia: una scuola di “derive” per amare il mare
Portare nuova vita alla vecchie Saline con una scuola di vela e manifestazioni veliche
OLBIA, 23 MARZO 2010 – Avvicinare il mare alla città e la città al mare: questo l’obiettivo che si pone la neo nata associazione di Olbia che sin dai suoi esordi vanta già settanta iscritti e punta a creare un legame indissolubile tra la popolazione e il mare, il tutto su barche a vela di appena 4 metri.
“Ma non chiamatele barchette, perché le “derive” sono di fatto una buona scuola, se non un passaggio obbligato, per ogni buon velista; è infatti su queste barche che si impara ad amare e rispettare il mare, solo vivendo appieno il rapporto con la vastità dell’acqua si riesce a “sentire” le reazioni che lo scafo può avere e si può quindi arrivare ad assecondarle”, spiega Marco Barabino il presidente del neo nato Yacht Club.
Questo pomeriggio nel corso di una conferenza il direttivo dell’associazione sportiva ha incontrato la stampa per illustrare le peculiarità dello Yacht Club, “composto da un gruppo di amici che ama il mare e vorrebbe trasmettere la propria passione ai figli”, continua Barabino. “A Olbia sono attivi da anni due circoli nautici che, per vocazione e per la loro posizione nel golfo, si dedicano alle barche di medio grandi dimensioni. Il nuovo Club punta a far avvicinare la popolazione alla vela, e quindi al mare, noi vorremo dedicarci alla diffusione e all’insegnamento delle tecniche per gestire piccole barche a vela, che non superano i 6 metri, e con un equipaggio di massimo tre elementi. Le “derive” sono infatti le prime imbarcazioni su cui i bambini, anche quelli di 7 anni, iniziano a conoscere la vela. Noi vogliamo dare la possibilità a tutti di poter vivere il mare in modo semplice e naturale, senza dover rinunciare ai propri sogni”.
L’associazione è nata da qualche settimana e vanta già una settantina di iscritti, un terzo di questi sono ragazzi dai 7 ai 25 anni, che da tempo girano l’Italia e l’Europa sfidando atleti a bordo delle piccole imbarcazioni a vela.
“Noi abbiamo un grande patrimonio, passione per il mare, idee, voglia di trasmettere le nostre conoscenze, i ragazzi che hanno voglia di iniziare a veleggiare; l’unica cosa che ci mancava era un’associazione che ci riunisse e ci desse uno scopo”, spiega ancora Barabino che ha istruito le carte per l’affiliazione alla Federazione Italiana Vela, un passaggio obbligatorio per ufficializzare l’associazione il cui fine è quello di allenare giovani all’uso di piccole imbarcazioni come l’Optimist, il 420, il Laser, ma anche il catamarano, il 470 e il Windsurf.
L’associazione sta’ ora lavorando alla sede: “Vista l’incompatibilità con le grandi navi che transitano nel porto olbiese abbiamo individuato un’area, fuori dal golfo, a sud della città, ideale per le nostre finalità”, aggiunge Barabino.
Non sono previste opere a mare, in quanto le “derive” sono piccole imbarcazioni che dopo gli allenamenti devono essere messe in secca, “Stavamo pensando alle vecchie Saline, un posto incantato, ma un po’ trascurato, che con la nostra attività potrebbe tornare a nuova vita. Non bisogna sottovalutare l’attività e l’indotto che ruota dietro questo sport: le prospettive future che la nostra associazione vorrebbe perseguire sono quelle di istituire una scuola di vela con istruttori federali aperta tutto l’anno e rivolta a tutte le fasce d’età, la creazione di una squadra agonistica forte che sia in grado di partecipare a manifestazioni nazionali e internazionali e porti il nome della città in giro per il mondo. In futuro, una volta che avremo una sede e una squadra, punteremo anche a organizzare manifestazioni veliche in città che porteranno a Olbia squadre da tutto il mondo”.
All’incontro odierno, tenutosi nella sala conferenze dell’Expò, hanno partecipato i soci dello Yacht Club di Olbia, il primo cittadino Gianni Giovannelli, il vice sindaco Marzio Altana e l’assessore allo sport Angelo Cocciu.
“Olbia è una città viva – hadetto il sindaco Gianni Giovannelli – dove si fanno attività sportive a tutti i livelli: son felice nascano simili associazioni che si propongono di collaborare con i circoli esistenti che seguono il fine di diffondere la cultura del mare a tutte le età. Questa iniziativa ci coinvolgerà tutti, come amministrazione cercheremo, insieme, di organizzare sin dalla prossima stagione estiva qualche manifestazione che magari coinvolga i piccoli velisti”.
Ecco, noi puntiamo su di loro! Continuando l’argomento dei Campioni che crescendo vengono dimenticati, ecco che arrivano i primi risultati da Giovanni Meloni e Alessandro Gemini primo e unico equipaggio sardo che si cimenta sullo skiff olimpico, il 49er. Hanno partecipato alla prima Nazionale e subito si sono fatti notare. Finiscono quinti ma, pur con pochissima esperienza, riuscivano a girare le prime boline sempre nei primi tre e questo ha fatto sì che il tecnico nazionale della classe, tal Luca De Pedrini già allenatore di Alessandra Sensini e ora preparatore dei mitici fratelli Sibello abbia subito deciso di assegnare loro una barca più performante. La FIV in loro ci crede, noi ci crediamo ora speriamo che qualcuno più importante di noi creda in loro.
20-21 marzo 2010 – Nonostante le condizioni meteo preannunciassero un fine settimana di pioggia intensa, sul lago d’Iseo ospitati dall’Associazione Velica Alto Sebino si sono ritrovati da tutta Italia 18 equipaggi di 49er per la prima regata della stagione 2010; la regata che si è tenuta nel fine settimana del 20?21 marzo era valevole sia come circuito Nazionale, che come circuito Zonale XV zona. Grazie a una giuria determinata, anche se non perfetta, sono state corse 7 delle 8 prove in programma.Il cielo sempre coperto ha concesso agli equipaggi un vento di modesta intensità(max 10 nodi), non facile da interpretare, con grandi differenze di intensità e angoli.Rimane piacevolmente soddisfatto l’unico equipaggio isolano della competizione,portacolori dello Y.C.Cagliari,formato da Giovanni Meloni al timone e Alessandro Gemini a prua: i ragazzi chiudono in quinta posizione ad un solo punto dal quarto, dopo aver chiuso 5 delle 7 prime boline entro la terza posizione ed essere riusc ito a sorprendere più di una volta gli equipaggi di testa.Una prestazione senza dubbio positiva dato che i due son saliti su un 49er per la prima volta solo tre mesi fa,si sono presentati a questa regata con dei mezzi che non erano senza dubbio dei migliori(chissà che qualcun altro non decida di aiutarli in questa avventura olimpica!) e contando che nelle prime tre posizioni si trovani gli attuali equipaggi della squadra olimpica c(compagni d allenamento dei mitici fratelli Sibello e primi candidati per le Olimpiadi del 2016,quando si dovrà colmare il vuoto lasciato dai fratelli alassini).La regata ha dimostrato agli atleti cagliaritani che il lavoro svolto sino ad ora era rivolto nella direzione giusta e al contempo ha indicato quali grandi pecche correggere in vista delle prossime manifestazioni in programma.Dopo un breve riposo gli allenamenti riprenderanno in settimana sotto la coordinazione esterna del tecnico delle classi olimpiche,nonché allenatore dei Sibello,Luca de Pedr ini(che ha inoltre dotato i ragazzi di una nuova imbarcazione, consegnata personalmente da Pietro e Gianfranco Sibello) e del mitico allenatore Gigi Picciau che ha accompagnato l’equipaggio sin dai primi allenamenti in 420.
L’equipaggio ringrazia l’unico supporter ufficiale per il momento del team, Nautica Store, che lo ha dotato di attrezzature indispensabili per la manifestazione, e la III zona, che ha gentilmente concesso un furgone visto che i mezzi del circolo erano impegnati con gli optimist.