Mancano due giorni all’incontro tra Gaetano e i velisti cagliaritani che avverrà nella sala conferenze di Tiscali a Sa Illetta. Ovviamente siamo andati a vedere come Gaetano si sta preparando per questo appuntamento che reputiamo molto importante. Abbiamo visto lo staff dell’organizzazione all’opera e abbiamo visto qualche spezzone del video che Gaetano ci mostrerà Venerdì (ricordiamo che l’appuntamento è per le 20.00) L’impressione che abbiamo avuto è che Gaetano dopo tutta la solitudine della Minitransat, abbia tanta tanta voglia di parlare!

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Hanno detto della Minitransat……..

MICHEL DESJOYEAUX , 31 esimo nel 1991 : " Dopo due settimane mi sono ritrovato solo nel mezzo dell’oceano . Non sapevo più dove si trovavano i miei avversari. Avevamo soltanto un piccolo vhf che serviva a ben poco . Ho attraversato un periodo psicologicamente delicato . Ero partito per una competizione e mi sono ritrovato nella posizione di un avventuriero. Tagliato fuori dal mondo,non ero preparato a questo! Che si vada su un prototipo o su una barca di serie, bisogna attraversare l’atlantico e questo non si fa mai senza rischi. Ancor più da un punto di vista umano, questa transat è ideale per coloro che sognano una grande e bella avventura, ed è una rivelazione per quelli che puntano più in alto. é un punto di passaggio quasi obbligatorio nella carriera di un navigatore."

Thomas Coville , 11 esimo nel 1997 : " Ci sono dei momenti in cui ti poni delle domande se mai ci fosse qualcuno che ti guarda.Ti muovi sulla tua barca , al pelo , barbuto , su tutte le furie ! io ho imparato enormemente durante la prima tappa . Avevo rotto un timone e lo spi grande, questo mi ha calmato per la seconda tappa. Ho l’impressione di avere imparato più in queste due tappe che in qualsiasi altra regata. la solitaria ? mi è veramente piaciuta . Molto più di quanto non pensassi….ma la navigazione in solitario rende amnesici sui momenti duri. Quando arrivi hai l’impressione che tutto sia andato bene.

Yvan Bourgnon , Vincitore nel 1994 : " Tu sei solo davanti all’oceano. La niente contatti radio permanenti. Tu non puoi chiamare la mamma. Se vuoi andare in fondo a te stesso, è la corsa che fa per te. Quando la porti a termine e ancor più quando hai la fortuna di vincerla! Puoi guardare più lontano. Questa transat resta il mio più bel ricordo."

Ellen MacArthur , 15 esima nel 1997 : " E lei che mi ha dato il gusto della navigazione d’altura. Non la dimenticherò mai. "

Marc thiercelin ,13 esimo nel 1991 : Era la mia seconda traversata. é stata una rivelazione. Attraversare da soli l’atlantico non è cosa da poco. Su una barca di sei metri e mezzo è ancora più delicato . Poichè se queste barche sono piccole , le onde sono comunque sempre alte.2

Catherine Chabaud , 12 esima nel1991: " è stata la mia prima transat in solitario. é una corsa magica da tutti i punti di vista Per gli skipper soprattutto è una scuola formidabile. Si esce soprattutto cresciuti. Personalmente è in questa regata che ho scoperto le mie più forti sensazioni."

Philippe Vicariot , vincitole nel 1989 : " La minitransat è una storia da bambini, un sogno da bambini ….é la vita. All’arrivi c’è solo gente felice . In confronto il Figarò è una storia da vecchi. Sin Dalla partenza io ho avuto paura: attraversavo l’atlantico per la prima volta, è qui che ho scoperto la solitaria… Conoscevo a mala pena i tre criteri annunciatari di un ciclone, e il metodo della temperatura dell’acqua . Avevo un termometro a bordo ma non ho mai osato utilizzarlo! Non so nemmeno io perché ho vinto. Probabilmente perché avevo capito gli ingredienti della riuscita. Le ricette di un mini sono semplici: ci vuole una barca veloce, e non bisogna rompere.

Yives Palier, Vincitore nel 1985 : " Questa esperienza mi è servita molto in seguito sui 60 piedi, ho imparato a gestire un progetto completo. La mini è fondamentale per la cultura solitaria. é di gran lunga la regata che mi ha lasciato i più bei ricordi. All’arrivo eravamo inseparabili, una vera famiglia….."

Laurent Bourgnon , secondo nel 1987 : " è la vera vela … quella che io amo . é accessibile a tutti.Si può fare con budget contenuti, e con grande forza di volontà. Inoltre l’ambiente è eccezionale. Tra i concorrenti c’è una vera amicizia. Ci si parla ci si danno consigli……dopo la vela perde la sua freschezza."

Thierri Dubois , vincitore nel 1993 : " è qui che ho imparato a metter su un progetto a terra. In mare ho preso coscienza della vera solitudine, mentre ero privato di qualsiasi mezzo di comunicazione. All’arrivo mi sono reso conto che mi ero trasformato in un vero solitario, che avevo fatto navigare la mia barca senza pormi troppe domande. Si diventa tosti al dolore e alla fatica. Io credo che la gioia di averla fatta renda i ministi più uniti tra loro e gli fa condividere valori comuni, al punto tale che ogni tanto si prendono gioco di quelli che non l’hanno fatta e gli dicono…" Fai prima la tua mini…poi parla !!!!" ."

 

 

 

 

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2 Commenti to “Gaetano si prepara”

  1.   fgen Says:

    domani questo post sarà in Prima Pagina

  2.   Stefano Says:

    Noi di VELADIABETICA ci saremo! Ci piacciono le avventure, le grandi sfide e i grandi uomini.