Salve amici di Sailing Sardinia,vi scrivo stavolta per raccontare ai velisti sardi un brutto evento purtroppo.Proprio in questi giorni a Napoli si è consumata una tragedia,i 420sti con i quali ancora mi sento infatti mi hanno informato di un ragazzo(del quale poi ho appreso al telegiornale),precisameno del circolo Canottieri Savoia,che durante un uscita proprio in 420,rimasto impigliato nelle scotte non è riuscito a liberarsi dopo una scuffia.Il ragazzo é morto annegato;a poco son serviti gli sforzi dei compagni di squadra e dell’ allenatore che son riusciti a liberare il poveretto solo dopo 10 minuti,trovandolo naturalmente già senza vita.Inviterei innanzi tutto i nostri giovani velisti sardi a unirsi a questo lutto ma soprattutto a riflettere su come possa prendere una brutta piega il nostro sport,che non a caso richiede maturità,prudenza e attenzione visto che lo svolgiamo in un elemento che potrebbe diventare alquanto "duro".Vi parla un prodiere che ha passato le ultime tre stagioni ad allenarsi in mare per la maggior parte da solo con il timoniere Giovanni e che non poco si è meravigliato di questa morte nonostante l’assistenza presente in mare,forse le parole di quei scassa……. dei nostri genitori non vengono dette sempre a vuoto.Se volete allenarvi cercate di farlo nella massima sicurezza:evitare condizioni al di sopra delle nostre capacità,evitare di uscire da soli per quanto possibile,nel caso dotarsi di un mezzo di comunicazione resistente all’acqua,stare sempre attenti e mai "spavaldi" di fronte al mare.
Alessandro Gemini
Per saperne di più:

Articoli (RSS)
11 Dicembre 2009 at 11:55
Aiuto che paura…. Stava per capitare una cosa molto simile anche alla mia prima prodiera, marta magnano, avevamo scuffiato al traino con gigi a genova, ma caso ha voluto che sono riuscita a raddrizzare la barca subito a 90° e poi l’ho liberata! si era agganciata al gancio del vang…. bisogna fare MOLTA MOLTA attenzione…..