Siamo un pò allergici alla politica, ma qui si tratta di salvare una delle più belle zone della Sardegna. Per saperne di più visitate i nostri colleghi del blog (Gruppo di Intervento Giuridico). Noi vi proponiamo questo scioccante video.
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5 Novembre 2009 at 22:35
Anto, visto che ti sei scelto una parte per questa faccenda io vorrei fare una domanda: ma chi lo dice che le pale eoliche rovinino la vista? certo…un bosco di pale non sarà bello, ma questa ingegneria moderna può avere i suoi bei effetti se entro i limiti. E poi non è provato
che disturbino la fauna a meno che gli uccelli non siano così ritardati da volarein mezzo alle pale, perchè queste sono cotruite appositamente per essere silenziose.
E ripeto: chi lo dice che le pale rendano il paesaggio brutto? Tu dirai molte persone. Io rispondo: perchè? per quale motivo lo rendono brutto? Perchè parli di salvare?
6 Novembre 2009 at 08:54
Mentre si puo’ discutere -e magari anche a ragione- sul discorso dell’estetica del paesaggio, mi sembra una sciocchezza enorme quella che le pale disturbino la fauna.
Ricordiamoci le polemiche sull’Asse Mediano: i fenicotteri rosa sono sempre li e anzi, mi pare se ne freghino parecchio del traffico.
6 Novembre 2009 at 09:17
A parte il discorso del pillone che mi sorprende, pensavo fosse piu’ scaltro, non posso prendere in considerazione l’idea che dalla spiaggia si vedano schifezze simili in mare.
Volete farle (guadagnandoci s’intende.. non sono le ONLUS a metterle su)? Andate a distanze tali da non pregiudicare la vista da terra e segnalatele per bene. Se ci sarà da andare a fare gesti estremi, io ci sarò perchè questo mondo fa già abbastanza schifo per poterci permettere di peggiorarlo.
6 Novembre 2009 at 09:47
non sono assolutamente d’accordo con chi, disinformato crede che i “boschi” di pale eoliche non facciano danni alla fauna locale; a parte il video molto più eloquente che tante parole, se andiamo a vedere i dati relativi altre installazioni, possiamo vedere che ci sono stati, soprattutto nei primi anni, una moria notevole di uccelli. Alcune Nazioni, poste in zone sensibili, hanno evitato questo tipo di installazioni proprio per questo motivo.
Particolarmente in Sardegna poi, il nostro potenziale produttivo installato a livello di produzione di energia elettrica è ampiamente disponibile per il nostro fabbisogno isolano. Basti dire che se i tre gruppi della centrale elettrica saras funzionassaro tutti basterebbero, ma ne funzione solo uno. Così la centrale termo-elettrica a vapore di Portoscuso era stata progettata con tre gruppi da oltre un megawatto cadauno, ma ne è stato messo in funzione solo uno…altri esempi sarebbero Luogosanto progettata per esportare in continente l’energia….cosa ne è stato fatto????
di quell’energia prodotta IN PIU dalle pale eoliche fondamentalmente noi non ce ne facciamo nulla, considerando anche il fatto che grossi impianti industriali da noi sono stati dismessi perchè improduttivi (quelli consumano moltissima energia elettrica) …ci guadagna solo chi farà le installazioni e chi gestirà le società create ad hoc!!!! eppoi nn è vero che nn inquinano, certo l’aria rimane pulita ma puzza di carogne di uccelli morti…
vorrei ricordare che soprattutto la Sardegna deve puntare di più sul turismo e quindi anche sulla qualità del paesaggio (abbiamo discusso tantissimo sulla cementificazione delle Coste Sarde!!!).
State bene
6 Novembre 2009 at 09:51
Voglio ringraziare Antonello che con la sua opera di divulgazione di video e pareri, tramite il suo sito, sensibilizza l’opinione pubblica su temetiche a me molto care.
Grazie Antonello
6 Novembre 2009 at 10:27
Ma abbiamo un sacco di posti che fanno schifo dove si possono piazzare queste pale. Perchè proprio in mare o in cima a bellissime montagne? Riempite la zona di macchiareddu, la zona industriale di Sassari, la piana di Tortolì, la piana di Oristano, tutto il campidano lungo la 131 Ma perchè le volete mettere in posti bellissimi?
6 Novembre 2009 at 12:50
Antuanetto hai ragione: non ero troppo informato, tuttavia i boschi di pale possono essere resi non pericolosi. Come? La spiegazione e semplice. Gi animali hanno una soglia di udibilità delle frequenze diversa da noi umani (si vedano i pipistrelli che sentono gli ultrasuoni). Non sarebbe una valida idea usare dei diffusori regolati sulla giusta frequenza che facciano allontanre gli animali? Sarebbero del tutto inudibili per noi umani, ma allo stesso tempo, si badi, non sono fatti per provocare danni uditivi o problemi di disorientamento agli animali, ma solo per dargli fastidio ed evitare che ci volino sopra. Una recinzione (che dovrebbe esserci comunque) per trattenere gli animali terrestri, e il gioco è fatto.
E poi permettetei una cosa. L’italia compra energia ovunque. Non voglamo il nucleare perchè è pericoloso e produce scorie (che ammetto essere un enorme problema), e ok, quello può anche passare, ma indovinate come è prodtta l’energia che compriamo dalla francia?? Il solare non è sfruttato, l’eolico non è sfruttato. Basta comprire il tetto di una villetta di panneli solari per garanire una bolleta 0 e avere anzi degli eccessi che com fanno alcuni, possono essere addirittura venduti. La nostra sardegna è la terra dove l’eolico sarebbe il meglo del meglio in fatto d produzione di energia. Saremmo autonomi o quasi. Insomma non pensate solo dal vostro punto di vista, ma prendete in considerazione il resto e fate una lista di pro e contro. Io la penso così ma protrei anche sbagliarmi. Quindi se avete da dire, dite!! Non farà male a nessuno.
6 Novembre 2009 at 16:23
io non penso che esista un valore assoluto su questo argomento, ma ritengo che a volte si debba fare uno sforzo…forse non sarà il massimo della visione un parco eolico, ma penso possa comunque piacere!senza considerare che in qualche modo noi l’energia la dobbiamo pur produrre!
e allora, se il petrolio inquina, il nucleare crea degli effetti collaterali non indifferenti, in che modo dobbiamo produrla l’energia di cui tutti abbiamo bisogno ogni giorno? forse bisognerebbe iniziare a valutare i pro e i contro di tutto, perchè non penso che sarroch, portovesme e gli altri siti industriali siano meglio di un parco eolico!o vale solo “lontano dagli occhi lontano dalla mente e dai problemi?”. provate voi a stare a sarroch una mattina…
e forse dovremo iniziare anche noi nel nostro piccolo a ottimizzare i consumi, non sarebbe mica male come inizio!
sicuramente un problema che ci dovrebbe stare a cuore dovrebbe essere che come al solito questi impianti non vengano fatti e poi abbandonati, o che in realtà rimangano improduttivi e si trasformino in delle cattedrali nel deserto!
6 Novembre 2009 at 16:24
io non penso che esista un valore assoluto su questo argomento, ma ritengo che a volte si debba fare uno sforzo…forse non sarà il massimo della visione un parco eolico, ma penso possa comunque piacere!senza considerare che in qualche modo noi l’energia la dobbiamo pur produrre!
e allora, se il petrolio inquina, il nucleare crea degli effetti collaterali non indifferenti, in che modo dobbiamo produrla l’energia di cui tutti abbiamo bisogno ogni giorno? forse bisognerebbe iniziare a valutare i pro e i contro di tutto, perchè non penso che sarroch, portovesme e gli altri siti industriali siano meglio di un parco eolico!o vale solo “lontano dagli occhi lontano dalla mente e dai problemi?”. provate voi a stare a sarroch una mattina…
e forse dovremo iniziare anche noi nel nostro piccolo a ottimizzare i consumi, non sarebbe mica male come inizio!
sicuramente un problema che ci dovrebbe stare a cuore dovrebbe essere che come al solito questi impianti non vengano fatti e poi abbandonati, o che in realtà rimangano improduttivi e si trasformino in delle cattedrali nel deserto!
6 Novembre 2009 at 16:26
io non penso che esista un valore assoluto su questo argomento, ma ritengo che a volte si debba fare uno sforzo…forse non sarà il massimo della visione un parco eolico, ma penso possa comunque piacere!senza considerare che in qualche modo noi l’energia la dobbiamo pur produrre!
e allora, se il petrolio inquina, il nucleare crea degli effetti collaterali non indifferenti, in che modo dobbiamo produrla l’energia di cui tutti abbiamo bisogno ogni giorno? forse bisognerebbe iniziare a valutare i pro e i contro di tutto, perchè non penso che sarroch, portovesme e gli altri siti industriali siano meglio di un parco eolico!o vale solo “lontano dagli occhi lontano dalla mente e dai problemi?”. provate voi a stare a sarroch una mattina…
e forse dovremo iniziare anche noi nel nostro piccolo a ottimizzare i consumi, non sarebbe mica male come inizio!
sicuramente un problema che ci dovrebbe stare a cuore dovrebbe essere che come al solito questi impianti non vengano fatti e poi abbandonati, o che in realtà rimangano improduttivi e si trasformino in delle cattedrali nel deserto!
6 Novembre 2009 at 16:37
Bravo Antonio. Ma scusa perchè farle in mare o nei monti? Non sarebbe giusto, come ho già detto, farle, che ne so, in tutto il campidano o in qualche altro luogo già rovinato?
6 Novembre 2009 at 16:47
Magari vogliono proporci un’immagine negativa dell’eolico per tentare di accrescere il consenso sul nucleare. Insomma, noi cerchiamo l’enegia: del solare non se ne sente parlare praticamente nulla: resta il nucleare come ultima spiagga visto che siamo un pò a corto di luoghi adatti per centrali idroelettriche per esempio.
6 Novembre 2009 at 18:20
…è vero che gli animali dopo un pò si abituano al “parco eolico” e lo evitano, è vero che si potrebbero fare queste installazioni lungo la 131 etc o lontano dalla costa su qualche secca…ma la realtà per noi sardi è che IL QUANTITATIVO DI ENERGIA CHE CI SERVE GIA’ L’ABBIAMO!!! non ci servono altre fonti d’energia, certo potremmo fare un passo ed espiantare le centrali inquinanti che attualmente producono in Sardegna e contestualmente fare energia pulita…allora che dire del fotovoltaico, le centrale a voporesolare, il gotermico…ma sfruttando a fondo Saras Power non avremmo problemi, basta per tutta la Sardegna ed è pulita perchè sfrutta i prodotti di scarto della Saras…semmai potremmo buttare fuori la Saras, ma questa è un altra storia…
6 Novembre 2009 at 19:09
marco, non dimenticare che serve il vento per questi parchi! e dove è il vento, inteso come massima frequenza e massima potenza???esatto, proprio in mare e sulle alture!!!
e poi non penso che si possa continuare a dire “a noi sardi basta già l’energia che abbiamo!”, penso che il discorso sia un pò più ampio…
ma è solo un parere personale!
6 Novembre 2009 at 19:34
Ok, serve il vento. Ma il Campidano non è una bella fabbrica del vento con la sua esposizione nordovest-sudest
6 Novembre 2009 at 19:46
la direzione è perfetta, se non fosse che comunque sulla terra in realtà il vento è minore che in quota o sul mare…
ma il discorso diventa molto complicato da qui in poi…
le pale hanno senso dove fa molto vento come numero di giorni e come intensità! più è intenso e più producono!
ma ripeto, si va ben oltre qui…
6 Novembre 2009 at 19:56
Ma non c’era un centrale sperimentale in alta nurra?
6 Novembre 2009 at 20:09
Si sgretolano le fattorie del vento. In abbandono da anni le centrali costruite nella Nurra, buttati 18 miliardi di lire. Pier Giorgio Pinna
OLMEDO. Nelle cattedrali del vento in abbandono il pavimento è un mosaico di erbacce e sterpaglie secche alte più di un metro. Aerogenatori arrugginiti, enormi pale cadenti, cabine elettriche in disuso. E qui, dopo le denunce del parlamentare Mauro Pili e le polemiche legate a possibili ombre mafiose su alcuni progetti per gli impianti eolici in Sardegna, si respira un’atmosfera di degrado. Quella dei sogni infranti, delle imprese finite nel nulla, delle beffe. Sì, perché, all’indomani dell’avvio d’indagini da parte della commissione Antimafia sulle piattaforme offshore, il clima si fa sempre più teso. Anche ora che il ministero, intervenendo sui progetti per Is Arenas, invita Capitaneria, Regione e Area marina protetta a far rispettare le norme che mettono sotto tutela l’intera zona. Intanto a Olmedo, sulla collina del Nuraghe Mannu che domina la piana sino al mare, le grandi eliche rimangono immobili. Fermi e silenziosi i rotori di tre wind farm a poca distanza: a Campanedda, sul Monte Uccari che sovrasta Campanedda, nell’altra borgata sassarese di Bancali. Le 4 fattorie del vento dismesse sono tutto ciò che resta di un parco voluto dal Consorzio per la bonifica della Nurra (quasi 1200 mwh). Emblema di come spesso non siano stati valutati neppure i costi dei macchinari da rinnovare. E, allo stesso tempo, simbolo del perché si continuano a bruciare denari di tutti: il faranoico sistema è costato 18 miliardi di lire del 1993 e ha funzionato solo per 7 anni. C’è da riflettere a fronte dei nuovi soldi pubblici che oggi si pensa d’investire in progetti su cui aleggiano troppi sospetti. Racconta l’ingegner Franco Moritto, dirigente tecnico del Consorzio: «I 4 impianti risalgono alle attività pioneristiche intraprese nei siti di sollevamento dell’acqua per irrigare le campagne con l’uso delle rinnovabili. Poco meno di 20 anni fa, quando l’autoproduzione non era ancora possibile, il nostro obiettivo era di fare scambi con l’Enel, vendendo la nostra energia alla rete generale e ottenendo in cambio sconti sulle bollette». Insomma: la giusta idea del Consorzio, che in questa regione dell’isola raccoglie oltre duemila soci su 27mila ettari, era di compensare le spese senza inquinare. «Purtroppo le cose non hanno funzionato – chiarisce oggi Moritto – Nonostante i consistenti fondi europei e statali messi a disposizione. Se la realizzazione di torri, navicelle, cavi e cabine è stata abbastanza veloce, i guai sono cominciati dopo. All’inizio la gestione è stata affidata alle società che avevano prodotto i macchinari e costruito le centrali, Riva Calzoni e West. Poi abbiamo tentato di amministrarle noi. Ma si sono quasi subito verificate gravi difficoltà legate alla rottura di pezzi importanti degli aerogeneratori. Nei primi tempi abbiamo fatto comunque sostituzioni incrociate da una wind farm all’altra. Poi ci siamo resi conto che con i nostri soldi non ce l’avremmo mai fatta a ricomprare i pezzi in panne: oneri eccessivi. E così nel 2000-2001 tutti gli impianti, alti 45 metri e con un diametro di 33, hanno smesso di operare». Guglie che svettano in un silenzio irreale. Il sindaco di Olmedo, Gigi Ruiu, che guida da 8 anni una giunta di centrodestra, è convinto che il progetto possa venire ripreso in mano. «Credo nelle fonti alternative: il Consorzio dovrebbe però far sorgere la centrale in una zona diversa – afferma – Qui non va più bene: anzi, ciclicamente, sono tentato di disporre la demolizione delle pale, ormai pericolose». Cattedrali che si sgretolano tra occasioni mancate. «Ancora adesso spendiamo di energia un milione all’anno – sottolinea infatti il responsabile tecnico del Consorzio – Per ridurre i costi abbiamo avviato trattative con la Erg Rinnovabili: vorremmo cedere in affitto il ramo d’azienda, rinnovare, avere in cambio una grossa partecipazione sugli utili di produzione». «Ma ci sono problemi – è la conclusione – L’ammodernamento per ora è bloccato, così come la gran parte degli impianti analoghi. E noi in ogni caso avremmo sempre bisogno di contributi pubblici per chiudere l’operazione». Davvero un guaio ora che gli accertamenti sugli aspetti oscuri del business-eolico sono appena cominciati.
6 Novembre 2009 at 20:20
Ma vi siete accorti che, per la prima volta, c’è in atto una discussione seria, cordiale, e proficua, senza che nessuno si metta ad insultare nessuno?
Bravi!!!
Complimenti!!!!
6 Novembre 2009 at 22:12
Grazie corpicino, comunque grazie minkia, perchè l’avevo sentito tempo fa e poi nn me ne ero più interessato e non sapevo ce era stato tutto abbandonato, ma qui entriamo in un altro discorso, cioè gli sprechi. Certo però che se avessero integrato novità tecnologiche e magari avessero messo qualche pala in più li iinsomma sarebbestato meglio. Insomma ho visto le simulazioni delle pale a is arenas e sono veraente molte. Io non mi sposto dalla posizione del dire che le pale non imbruttisono l’ambiente, anzi lo abbelliscono, tra l’altro s epensiamoche rappresentano lo sforzo di salvarlo. Come ho detto ni primi post io penso che l’idea di allontanare gli animali con emettitori di frequenze sonore, dei diffusori insomma, sia un’idea molto importante e sopratutto funzionale (ditemi poi cosa ne pensate così magari è possibile farla arrivare ai piani alti con l’aiuto di qualcuno). Resta il fatto però ch perfino io mi trovo d’accordo nel dire che tante pale da coprire il mare insomma sono troppe. Il posto si poteva cambiare… vicino all’aeroporto di elmas (mi pare che sia quella la posizione) ci sono una decina di pale. Insomma quello potrebbere essere un posto per metterne qualcuna in più. Se sfruttassimo tutti i posti non troppo attraenti della sardegna sicuramente avremmo grandi benefici. Se siamo un’isola dbbiamo avarcela da soli. Noi sardi siamo sempre stati nella sola compagnia di altri sardi e quando abbiamo stretto rapporti con altri siamo sempre finiti sotto ai loro piedi. Sarebbe ora almno economicamente di dipendere meno. L’eolico è necessario, piaccia o no. Dovremmo approfittare non solo del turismo, ma chi può anche del solare, e poi ho sentito che in israele stanno costruendo strade con materiale piezoelettrico. Tali matriali producono elettricità sotto sforzi meccanici (il moto delle macchine). Più idea di così. Ma ai piani alti non c’è molto entusiamo mi sembra di capire. Servirebbe la voce di tutti. Già soldi non ne abbiamo, se ne spendiamo ogni anno per prendere enrgia da questo, energia da quello e così via tanto vale investire in qualche cosa come le pale che saranno dispendiose ma alla lunga ripagheranno come i pannelli solari. Si badi che deve essere un’inizitiva interna, non è che deve venire qualche impresa sconosciuta cinese, russa o cose del genere che cercano poveri scemi con belle terre da deturpare perchè tanto sono capre e l’unica cosa che posso fare è belare. Terra nostra = regole nostre. Mi sembra equo ance perchè non siamo capre.
7 Novembre 2009 at 10:50
In una Isola del mare del Nord sono riusciti ad essere autosufficienti puntando sulla diversificazione della produzione di energia. Hanno piantato pale eoliche in mare e su terreni agricoli, hanno impiantato pannelli solari sui tetti delle scuole, degli uffici, delle aziende agricole e delle case. Hanno costruito case che permettono di risparmiare energia. Usano l’olio di colza per le macchine agricole e per le automobili. E altre iniziative varie. Bisogna DIVERSIFICARE la produzione
Non si può dire che l’eolico non inquina, quindi riempiamo il territorio sardo di pale eoliche.
Sapete che costi di manuntenzione avrebbero le pale eoliche
nel nostro mare, enormi. Provate a lasciare in mare un palo di ombrellone in ferro, dopo una settimana vi rimarrà solo un palo di ruggine.
Sicuramente la centrale nucleare che alcune persone vorrebbe impiantare sul NS territorio sarebbe la fine per la democrazia in ITALIA.
Chi vivrà vedrà
7 Novembre 2009 at 12:39
Questo video mette insieme la vela con l’energia eolica, verso la fine si vede quello che potrebbe essere il golfo degli angeli secondo alcune persone..
British America’s Cup Team, TEAMORIGIN, launch their Race for Change program.
http://www.youtube.com/watch?v=eukqfM6iO10&feature=player_embedded
7 Novembre 2009 at 19:53
D’accordissimo per la questione del diversificare la produzione, ma insomma penso che per una cosa del genere contro il loro amato golfo (già il poetto è stato deturpato) farannol’impossibile, ma sarebbe una cosa che non sta ne in cielo ne in terra. Insomma se permettessimo una cosa simile tanto vale dire “se avete anche dell scorie nuclerari seppellitele pure sul monte urpinu non fate complimenti”.
Bah secondo me ci vorrebbe un pò di fantasia per la produzione di energia: modi di produrla ce ne sono: eolico, tetti ricoperti di pannelli, strade in piezoelettrico, mini pale da mettere sul balcone e cavolate del genere. Il problema è che quelli che dovrebbero proporli cioè ingegneri e cose di questo tipo secondo me, fantasia non ne hanno proprio.