Si è svolta Domenica scorsa un’infelice edizione del Festival della Vela. Presenti solo Optimist, qualche 420 e qualche Laser. Tanti i motivi di un fallimento simile, ma primo fra tutti la concomitanza con tante altre regate, compreso l’Italiano Melges24. Quando si parla di Festival non posso fare a meno di tornare indietro alle primissime edizioni, quando l’evento, ideato da Walter Pasella con il contributo di Domenico Tamponi, si chiamava Festival del Surf. Io la vivevo da ragazzino, avevo circa quindici anni e il divertimento era incredibile. Intanto si teneva alla fine dell’Estate, proprio a chiusura della stagione agonistica. Ricordo che eravamo tutti coinvolti nell’organizzazione: a noi ragazzini il compito di andare in giro per i negozi con l’intento di raccattare premi da dare in estrazione e già questo era uno spasso. Poi ognuno contribuiva come poteva alla buona riuscita della manifestazione, che manteneva sempre un’impostazione casereccia, familiare. Attenzione, casereccia non vuol dire che eravamo quattro gatti: in mare andavano più di 250 (duecentocinquanta!) surf. Poi c’è stato il crollo del windsurf e il tutto si è trasformato in Festival della Vela. Ok i numeri si sono ridimensionati, ma si andava in mare con tutto. C’era anche chi organizzava una bagnarola che galleggiava con un specie di vela con la quale riusciva a stento ad arrivare alla linea di partenza per partecipare al lancio di pomodori, gavettoni ecc. Poi la lotteria di sera…premi per tutti…i balli…i gavettoni… insomma il divertimento era assicurato.

Poi c’è stata la fase più sofisticata, quando alla cena venivano ammiragli e personalità politiche. Per carità, ben vengano, anzi fa tantissimo piacere stare affianco ai VIP cagliaritani; però riservare loro dei tavoli con il servizio, mentre velisti e amici "guerreggiavano" (tutto molto allegramente) per un piatto di malloreddusu e un pezzo di salsiccia, è stato forse un po’ snaturare lo spirito casereccio dell’evento. Sia ben chiaro, sono tutte supposizioni fatte con l’intento di dare qualche suggerimento agli organizzatori affinché il Festival ritorni agli antichi splendori

 

Ora, con la "triste" edizione 2009, forse c’è stato l’epilogo. Bisognerebbe riuscire ad infondere nuovamente quello spirito di collaborazione spontanea che regnava nelle precedenti edizioni.

Peccato, chissà cosa dice Walter Pasella

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One Response to “C’era una volta il Festival”

  1.   Roby Says:

    Il problema sta alla base. Allo YCC non c’è più il clima sereno e non abbiamo più voglia di festeggiare