Manca la barca, mancano gli spruzzi di acqua salata, ma la vela c’è. E che bello volarci sotto! Domenica scorsa, al ritorno dallo Zonale Optimist di S.Antioco, abbiamo allungato la strada passando per la costa di Portoscuso e all’improvviso ci si è parato davanti uno spettacolo incredibile. Nel cielo terso, pulito dall’ennesima giornata di pioggia, c’erano in volo una decina di parapendio colorati. Uno spettacolo incredibile! Volavano, un po’ sopra un mare cristallino, e un pò sopra la piana di Portoscuso. Decollavano e atterravano in continuazione da uno spiazzo belvedere che si trova sulla strada lungo la costa, proprio davanti allo scoglio della Ghinghetta. Da una parte la lunga spiaggia di Funtanamare, con Pan di
Zucchero a far da sfondo, davanti il Mar di Sardegna e dietro tutto il Sulcis, con gli impianti industriali (ahimè) carichi di problemi.
I Fenicotteri Rosa, è l’associazione di questi piloti che girano la Sardegna alla ricerca del sito migliore per volare, per cercare di eguagliare il mitico volo fatto dal "capo" dei parapendisti sardi, Silvio Zoncheddu, il volo che lo ha visto decollare da Bortigali, vicino alla nostra arteria stradale 131, e atterrare a Bosa.
http://www.sailingsardinia.it/
Segue un appassionato racconto di Paolo Orrù, storico pilota dei Fenicotteri Rosa.
Le emozioni non hanno prezzo. Era dai tempi del primo salto dall’involo di Buggerru che non sentivo il cuore palpitare, forse commosso, per un volo in parapendio. Una volta saltato dalle scogliere di Nebida il paesaggio diventa possente, i colori ti avvolgono e diventano gradazioni dell’anima.
Quasi, mi è sembrato impossibile galleggiare, insieme a Giuseppe, Mauro, Ivano e Pierpaolo in quell’immenso scenario, in quell’arcobaleno di sfumature. Certo, non sarà molto agevole tornare a volare lì, perché il capraio è un uomo avvezzo alla solitudine, abituato com’è a governare le sue capre lontano dal mondo (che poi è lì a due passi), un po’ geloso del suo tesoro.
E ha ragione: a rompere l’armonia del paesaggio c’è solo una vecchia costruzione, forse un vecchio faro o un rifugio di minatori. Che in quel contesto di vecchie laverie, di montagne vuotate dai minatori, rappresenta la normale, quasi tragicacontinuità con un mondo ormai scomparso. In lontananza Nebida che, grazie al coraggio di Ivano, abbiamo raggiunto dopo un breve traversone. Una volta in volo quel non so ché che ti si attorciglia nello stomaco, sempre, quando si affronta il non noto, si scioglie per lasciare spazio alla meraviglia. Scusatemi, ma mi è sembrato un salto verso l’inconscio, quasi un parto di pensieri. Ecco perché una volta raggiunto l’atterraggio (una stupenda spiaggia) nel mio intimo ho gioito: orgoglioso di essere un parapendista, quasi un esploratore dell’ignoto.
Per raggiungere il decollo si deve prendere la strada che dalla spiaggia di Funtanamare porta a Nebida, 6 km circa a Nord-Ovest di Gonnesa. Per arrivare all’arenile occorre percorrere strada Iglesias-Carbonia, prima di arrivare a Gonnesa, sulla destra troviamo la deviazione per Funtanamare. Una volta arrivati occorre seguire il cartello per Nebida. Prima di raggiungere questo centro troverete una strada bitumata (aiutatevi con Google) che porta verso il decollo. Dove l’asfalto finisce troverete una casa diroccata. Volgete il vostro occhi esperto verso destra: vedrete un cancello. Da qui in poi è meglio proseguire a piedi lungo la strada sterrata fino ad un’altra costruzione che assomiglia d un vecchio faro. Andando oltre troverete un prato, stendete le vele e, se c’è una buona brezza, saltate. E il gioco è fatto. Una volta goduto, potete fare top o atterrare nella bella spiaggia di Funtanamare: sabbiosa, molto grande e piuttosto frequentata. Quando soffia il maestrale è uno dei paradisi dei surfisti. Di fronte sorgono gli scogli S’Agusteri, Il Morto e in lontananza il Pan di Zucchero simbolo di questo incantevole tratto di costa sarda.
Paolo Orru
per info: http://www.vololiberosardegna.it/
Tag:2009, parapendio, portoscuso, varie

Articoli (RSS)
25 Aprile 2009 at 17:46
Splendide immagini!
Poi, sai com’è… io sono un’appassionata delle “isole”!
25 Aprile 2009 at 22:41
Un giorno anche io ‘volerò’ come nelle foto.