Abbiamo perso uno dei migliori. Josef Maleci a Portorotondo, nell’unica giornata utile di gare, si è subito sparato un quarto e un quinto insediandosi al secondo posto della classifica generale. Per avere un risultato simile bisogna tornare indietro negli anni fino a quando Enrico Strazzera, sempre a Portorotondo, aveva stupito tutti con dei regatoni de paura. Ma Enrico era arrivato fino alla fine delle regate, Josef ha avuto la sfortuna di incappare in un Davide Piras particolarmente ispirato (l’arbitro che controllava le infrazioni sul campo di regata) e si è beccato due bandiere gialle per la famosa regola 42 e ha quindi dovuto abbandonare la regata. Ci ritroviamo quindi, noi della Terza Zona, con un rappresentante in meno alla prossima regata di selezione per Europei e Mondiali, forse il più in forma del momento visto che dopo due regate era secondo in classifica. A terra dopo le regate ci sono state le discussioni di rito (qualcuno mi ha riferito di scenate) e ovviamente c’era chi andava contro Davide Piras (su Facebook un laserista ha proposto il fan club per lui!) e chi contro l’allenatore di Josef, Maurizio Strazzera che pare non abbia gradito l’azione così pesante contro il suo atleta.
Siamo alle solite.
Ricordo il mio primo incontro con Luciano Giacomi, uno dei più quotati giudici internazionali che la nostra federazione ha. Io ero ragazzino di 15 anni ed eravamo a Livorno con Andrea Mura per partecipare al Campionato Europeo di 420. Incontrammo per caso Luciano al ristorante. "Sto venendo dal Campionato Italiano Windglider…..Ne ho squalificato trenta per pompaggio!!" Che tempi da incubo per il windsurf allora. Poi per fortuna hanno liberalizzato il pompaggio e sono finite le mattanze. In realtà, ora, ci sono delle regate di windsurf, a mio avviso ridicole, trasformate più in gare di voga che in gare di vela; basterebbe però alzare il limite minimo di vento e si risolverebbe tutto.
Nella vela tradizionale, per intenderci quella dove si veleggia stando seduti, la regola 42 viene sempre applicata, e i giudici cercano di fare del loro meglio affinché sia applicata sempre allo stesso modo. Ma purtroppo questo non potrà mai avvenire perché ogni giudice, per quanto aggiornato e bravo che sia, ha sempre un suo modo per applicarla. …E noi regatanti non sappiamo come comportarci.
Sarò logorroico, ma continuo a dire che questa cacchio di regola va eliminata per evitare i casini che sono successi questo weekend a Portorotondo e sono convinto che anche nel pompaggio ci vuole tecnica, tecnica che si acquisisce con l’esperienza. Tirare e mollare una scotta non ti fa andare più veloce. Lo devi fare nei giusti modi e nei giusti tempi. E state tranquilli che quelli bravi lo sanno fare bene e quelli scarsi lo fanno male.
Quindi non si tratta di stare a discutere se Davide Piras abbia sbagliato o no (però, Davide, gli occhi da un’altra parte avresti anche potuto girarli!), ma la discussione si concentra tutta sulla validità di questa regola 42 che è fonte, da sempre, di enormi problemi.
Poi ognuno la pensa come vuole
Per la cronaca: Josef Maleci non si è selezionato, ma dei nostri passano Andrea Ferrero (ha regatato febbricitante) Luca Strazzera, Marco Marcellino, Enrico Canu, Gianmarco Rosa e Elena Puddu.

Antonello

 

http://www.sailingsardinia.it/ 

 

 

42 PROPULSIONE

42.1 Regola fondamentale

Tranne quand’è permesso dalla regola 42.3 o dalla regola 45, una barca

deve competere soltanto usando il vento e l’acqua per aumentare, mantenere

o diminuire la sua velocità. Il suo equipaggio può regolare l’assetto

delle vele e dello scafo e compiere altre azioni d’arte marinaresca, ma

non deve muovere il corpo in altro modo per dare propulsione alla barca.

42.2 Azioni vietate

Senza limitare l’applicazione della regola 42.1 sono proibite le seguenti

azioni:

(a) pompaggio: ripetuti sventagliamenti di qualsiasi vela sia mediante

cazzate e allascate della vela sia mediante un movimento del corpo

verticale o trasversale allo scafo.

(b) rollio: ripetute rollate della barca ottenute:

(1) dal movimento del corpo;

(2) da ripetuti aggiustamenti delle vele o della deriva, o

(3) dal governo della barca;

(c) spinta: improvviso movimento del corpo in avanti, interrotto bruscamente;

(d) timonare: movimento ripetuto del timone che sia fatto con forza, o

che serva a far avanzare la barca, o ne impedisca il movimento

all’indietro;

(e) ripetute virate o abbattute non correlate a cambiamenti del vento o

a ragioni tattiche.

42.3 Eccezioni

(a) Una barca può essere fatta rollare al fine di agevolarne il governo;

(b) L’equipaggio d’una barca può muovere i propri corpi per esagerare

il rollio che facilita il governo della barca durante una virata o

un’abbattuta, a condizione che, appena completata la virata o

l’abbattuta, la velocità della barca non risulti maggiore di quella

che sarebbe stata in mancanza della virata o dell’abbattuta.

(c) Tranne quando si è di bolina ed è possibile il "surfing" (rapida accelerazione

scendendo sul lato sottovento di un’onda) o la planata,

l’equipaggio della barca può cazzare la scotta e la ritenuta di qualsiasi

vela allo scopo di dare inizio al surfing o alla planata, ma soltanto

una volta per ogni onda o raffica di vento.

(d) Quando una barca è più all’orza rispetto alla bolina stretta, ed é

ferma o si muove lentamente, essa potrà timonare per portarsi su di

una rotta di bolina stretta.

(e) Una barca può ridurre la sua velocità muovendo ripetutamente il

timone.

(f) Qualsiasi mezzo di propulsione può essere usato per dare aiuto a

una persona o ad un altro naviglio in pericolo.

(g) Per liberarsi da un incagliamento o da una collisione con un’altra

barca od oggetto, una barca può usare la forza applicata

dall’equipaggio dell’una o dell’altra barca ed ogni congegno che

non sia un motore per la propulsione.

(h) Le Istruzioni di Regata possono, in circostanze specificate, consentire

propulsione utilizzando un motore o qualunque altro metodo a

condizione che la barca non ottenga un significativo vantaggio nella

prova.

 

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14 Commenti to “Ancora una vittima della “42″”

  1.   Luciano Giacomi Says:

    Non sono un freuqntatore di questo sito (ma lo dico solo come fatto non come critica, sia chiaro) e passo di qua su esplicito invito dell’autore dell’articolo. E lo faccio volentieri.
    Ci sono state diverse richieste di abolire la regola e nessuna ha avuto storia. La classe (ciascuna classe) ha il potere di liberalizzarla: opche lo fanno non ostante queste polemiche, ormai quotidiane.
    La regola non viene tolta dall’ISAF perchè viene messa a protezione della slaute dei concorrenti. Le classi che, collegialmente, decidono di addolcirla, toglierla, o limitarla a certe condizioni hanno il diritto di farlo con le giuste procedure.
    La regola com’è scritta concede un sacco di possibilità, permette di fare abbastanza. Ma non basta mai!
    Esistono i film didattici, vengono organizzati i seminari, vengono spiegate le regole. Tutta noia. Se c’è un metro di vento si lascia la lezione a metà perchè uscire in mare è molto più importante (sia lezione sulla 42 o sulle regole di rotta, poco cambia).
    Io di lezioni sulle regole nuove credo di averne fatte 20, 21. Presenza degli atleti 4 per cento degli aventi diritto.
    In passato ho fatto anche la 42: presenza ancora inferiore.
    Ai raduni optimist non mi chiamano più perchè la cosa non interessa anzi, nei loro film didattici si insegna come abusare dello sgottatore per schienare.
    E questi sono i risutati: DOPO si piange; dopo i giudici non capiscono nulla; dopo i giudici si potevano girare dall’altra parte; dopo il bambino si stufa di andare in barca; dopo, dopo ecc. ecc..
    Io posso solo testimoniare che Davide è uno dei giudici preferiti dalla classe laser internazionale, e questo non richiede altri commenti.
    Antonello ricorda i tempi in cui le tavole usavano la 42 (tempi finiti nel 1993, l’anno dopo Barcellona). Le tavole, carichi di magagne alle braccia ed alla schiena e sotto allenamento di atletica leggera, stanno ripensando alla cosa. Su questo non aggiungo altro.
    L’unico punto sul quale potrei condividere è che la regola, per noi mediterranei, è difficile da leggere ma, purtroppo, non c’è volontà alcuna di farlo.

  2.   Luciano Giacomi Says:

    Quando sono entrato qui avevo il volume basso dell’altoparlante e quindi non ho sentito le dichiarazioni del ragazzo.
    L’ho fatto dopo, con la bellissima musica dei Granatieri di Sardegna.
    Il giudice dice che io ho esagerato, ma io non l’ho fatto. Così dicono anche gli altri giudici, il comitatoed il mio allenatore.
    Quindi, mi pare di capire che l’allenatore in primis decide il limite…… mi pare la maniera buona per educare i ragazzi.
    Perfetto

  3.   Roberto Says:

    Davide Piras trova nell’infliggere queste penalità quel protagonismo che mai ha trovato quando faceva il regatante. Con questo articolo Antonello gli ha dato finalmente la notorietà che cercava

  4.   Giovanni per Luciamo Says:

    “Io posso solo testimoniare che Davide è uno dei giudici preferiti dalla classe laser internazionale, e questo non richiede altri commenti.”

    ALLORA MANDATELO ALL’ESTERO!

  5.   Raggio Says:

    A prescidere da tutte le valutazioni…Io sono anni (e dico ANNI) che chiedo ai nostri giudici sardi di organizzare (per la classe laser, quella che frequento) anche a livello asoolutamente familiare, uno stage sulla regola. Almeno per capire quali siano i limiti oltre i quali non ci si può spingere. Non si è mai fatto nulla! Come mai?? Forse ci si vuol tenere gelosamente la “conoscenza”??? Per quanto riguarda i video esplicativi, che si trovano anche su youtube, sono assolutamente esagerati e quindi inapplicabili nella pratica per un regatante che vuol fare le cose bene ma nei limiti. Basti pensare che nel video si vedono esempi che dimostrano che non si può remare!!

    Si veda: http://www.youtube.com/watch?v=ed2r8B9ViEg&feature=related

  6.   j24 Says:

    Antonello la pensa così perchè è un surfista e quindi ragiona da surfista. Andare a vela correttamente implica conoscenze che vanno al di là del semplice pumping. Bisognerebbe che tutti fossimo più corretti e in regata dovremo più pensare a far camminare la barca senza utilizzare i trucchetti di basso livello

  7.   regatante incazzato Says:

    propongo una petizione per allontanare dai campi di regata il giudice davide Piras perche non capisce un c…..

  8.   Antonello Says:

    Facile sparare sul pianista. Ma non è Davide che sbaglia. Anche a Salerno è successa una cosa simile.

    http://www.assolaser.org/index.php/leregate/65-anno2009/110-italia-cup-salerno-2009?start=2

    Paese diverso, regatanti diversi, giudici diversi. L’unica cosa in comune è la regola 42

  9.   Raggio Says:

    Son d’accordo con Pinzo e con “meditare”…Tuttavia resta un fatto di fondo… Perchè non si fanno stage sull’argomento?

  10.   Linus Says:

    Il problema è che molto spesso i giudici non sono mai stati regatanti e non sono in grado di giudicare. Ci vorrebbe anche un pò di umiltà da parte loro e se non sono sicuri la bandiera gialla la dovrebbero tenere abbassata

  11.   x Linus Says:

    guarda che chi fa la 42 sono tutte persone preparate, che hanno fatto corsi, stage e regate nazionali ed internazionali, con i migliori giudici mondiali, e se noti chi scende in acqua a fischiare nella nostra zona alla fine sono solo 4 o 5 persone. Questo deve essere chiaro!!!

  12.   basta sparare a zero Says:

    ma chi di voi, che critica, era presente al fatto??? chi ha le capacità e le conoscenze per giudicare, e sopratutto chi ha il titolo??? poi mi sembra che Josef non si sia lamentato più di tanto, va bene la correttezza, ma se fosse innocente un pochino si sarebbe inc…… Commentando e comportandovi in questo modo state solo ed esclusivamente contribuendo a costruire nei ragazzi un comportamento anti-sportivo…….

  13.   rules 42 Says:

    Non tutti possono andare in acqua per la RRS 42, chi viene nominato dalla Fiv ha sicuramente la qualifica e Davide che vi sia simpatico o no, è abilitato, vedi normativa ufficiali di regata 2009:

    2.4 – CAMPIONATI E REGATE ZONALI

    Per dette regate sarà costituito un Comitato di Regata formato da almeno tre Ufficiali di Regata della Zona (nazionale,

    zonale o aspirante), di cui uno per il controllo della regola 42 in acqua (abilitato) e possibilmente almeno uno del Circolo

    Organizzatore, designati dalla Sezione Zonale U.d.R. in accordo con il Circolo Organizzatore

  14.   marco Says:

    io ero vicino a lui quando è stato fischiato la prima volta e devo dire che la prima gialla sela è meritata,la seconda invece no ,stava cercando di uscire in cinghia per sassolare,secondo il giudice era scorretto farlo ma non stava schienando per essere fischiato