Domenica è stato pubblicato il piano strategico della Federazione Italiana Vela e io, da buon surfista, sono felicissimo di scoprire che il piano olimpico è stato preparato da Luca De Pedrini e Paolo Ghione. Chi sono Luca De Pedrini e Paolo Ghione? Luca e Paolo sono due surfisti dei miei tempi (come direbbero i miei figli) che giravano l’Italia con la macchina (rigorosamente station wagon usato) carica di tavole, vele, alberi e boma per partecipare alle regate di Funboard di cui la più prestigiosa di tutte era il Circuito Italiano Funboard. Beh, perché questo post? Perché al tempo eravamo considerati dagli uomini FIV un po’ come degli hippy, allegroni inconcludenti, senza maturità (ancora adesso mia moglie dice che sono un immaturo!) Ricordo quando dopo tre anni di dignitosa carriera da velista a prua del 420 di Andrea Mura avevo annunciato la mia decisione di mollare la vela per dedicarmi al windsurf che tragedia ci fu! Persino mio padre, che ho sempre considerato un "allegrone" diceva che sarei andato in surf per giocare e non avrei concluso niente.
Poi è arrivata Alessandra Sensini
Anche lei girava un po’ hippy come noi, e qualora si volesse trovare qualcuno a cui affibiare l’etichetta di allegrona, chi meglio di lei? Avrei da raccontare innumerevoli episodi in cui lei era protagonista di casini tali da far "impallidire" quelli di noi maschietti! E anche nell’approccio alla regata era incasinata come noi tutti. Ricordo ad un mondiale che era arrivata con la tavola da slalom senza antisdrucciolo e avevamo "requisito" dal nostro albergo una marea di bustine di zucchero per resinarlo sulla sua tavola e renderla ruvida. Quell’anno, a Curacao, Alessandra aveva vinto il suo primo Mondiale Funboard. E Luca De Pedrini terzo tra gli uomini.
Poi Alessandra è stata accolta dalla FIV (le regate Funboard al tempo non erano ancora riconosciute) ed è diventata in brevissimo tempo il portabandiera della Vela Italiana grazie alle sue innumerevoli medaglie
Ok, forse ha perso l’aria trasandata che aveva quando regatava al CIF, si allena con metodologia studiata dalle grandi menti dello sport, però sono sicuro che è sempre l’Alessandra Sensini che ho sempre conosciuto io, e soprattutto non rinnega il suo passato di regate da "allegrona"
La cosa che però mi fa sorridere è il cambiamento delle istituzioni nei confronti dei surfisti. Da sfigati che erano i surfisti ora sono il vero simbolo della vela italiana. Alessandra, Paolo e Luca sono ora il fulcro di gran parte della attività olimpica della FIV e al tempo anche loro erano degli allegroni inconcludenti!! Ma forse qualcosina di sensato la stavano facendo anche allora!
http://www.sailingsardinia.it/
Questo post mi è stato suggerito dalle foto che Elena Giolai, nota giornalista e fotografa dei "nostri tempi", sta pubblicando in questi giorni su Facebook e per vederle tutte clicca su FOTO
Non perdetevi le foto perchè ce n’è una che ritrae il Commissario della III Zona
Antonello Ciabatti
E’ una
grande verità. I poveri surfisti sono diventati i n. 1 della vela (FIV) italiana. Forse per la testa dura che li contraddistingue e la capacità di essere allegroni quanto superprofessionisti. Cosa che i velisti, probabilmente, fanno fatica a fare insieme. E la promozione di Luca e Paolo (Nella foto in surf) sono davvero il più bel regalo che il popolo surfista potesse avere. Rircodiamo che Luca nel precedente quadriennio aveva ricoperto inizialmente lo stesso ruolo. Poi, così come è abituato a fare, ha fatto notare al presidente (alla sua maniera schietta e un po’ burbera), cose che non stanno nè in cielo nè in terra, probabilmente sminuendo grandi personaggi dell’ambiente. E’ stato segato e solo dopo umili scuse è tornato "solo" come allenatore 49, portando a casa dalla Cina una medaglia dei Sibello sicuramente morale. A marzo a Malcesine, alle 7 di mattina con pioggia e un tempo fetente chi è che era fuori con gommone ad allenare? Luca con i suoi SIbello. Ma nessuno lo scorso anno, come mai, ha notato questa lieve differenza.. gli altri hanno aspettato il pomeriggio, molto più comodo e umano! ciaoooooo"
Elena Giolai
Tag:2009, alessandra, amarcord, sensini, varie, windsurf

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17 Marzo 2009 at 20:35
Solo poche parole….i windsurfisti sono i migliori!!!
Orgoglioso di esserlo da 29 anni con tutti Voi!!!
18 Marzo 2009 at 01:19
Antonello, ma esguivi un killer loop ?
18 Marzo 2009 at 08:41
bell’articolo pieno di speranze penso che la generazione
degli attuali 40 cinquantenni possa fare molto per la vela tutta
saluti
Luciano
18 Marzo 2009 at 11:54
Bè speriamo che il “windsurf” al vertice porti al windsurf non al vertice le attese risposte ai giovani praticanti e non…
19 Marzo 2009 at 23:45
Cose vere (quasi) e sacrosante.Bravi Pinzo ed Elena! Gaibisso aveva iniziato in FIV come Responsabile della GETAV gestione tavole a vela, quando il fenomeno ‘windsurf’ portava tanti nuovi tesserati alla FIV e lo si voleva uniformare al mondo delle regate (fine anni 70 inizio anni 80).Prima che nascesse Pinzo (surfisticamente parlando) ma la vecchia scuola cagliaritana dominava in lungo e in largo in Italia. Poi quando arrivò il funboard e peggio ancora quegli scalmanati del wave e del freestyle, brutti appestati, la FIV cercò di emarginarci, nonostante il windsurf stesse entrando alle Olimpiadi dell’84 a Los Angeles come settima classe velica….la storia è molto lunga e son contento di esserne stato parte prima come giornalista che frequentava i piani alti della World Cup e poi nel ’90 come primo organizzatore delle gare wave e slalom in Italia.Lanciai il Chia Classic e formai il PBA Italia (organo nazionale del PBA International che organizzava la World Cup). Il PBA mandò in tilt il CNF (poi CIF) gestito dalla FIV, poi arrosciu lo lasciai in mano agli atleti. Quell’anno 1991 a Chia c’erano 115 partecipanti e Luca De Pedrini giunse 2° etc etc etc….alla prossima picciokkusu….io sono rimasto un allegrone e mi spassiu mera. Chissà che ora De Pedro, Ale e Ghione dopo anni di docile anti Mc (e nascosta simpatia), non mi riconoscano anche il merito delle semplice regate ‘percorso natura’.
….tutto torna picciò…