La categoria Vele Bianche è lo zoccolo duro dell’affollato Invernale di Capitana, forse è la classe che più di tutte ha decretato il successo di questa manifestazione. E Su Sailing Sardinia l’abbiamo un pò trascurata!! Vergogna!! Ci scusiamo per questo e grazie al preziosissimo aiuto di due volontari, Luciano Mariano e Massimo Bitti, cerchiamo, attraverso i loro diari di bordo di farvi rivivere l’evento a bordo di due barchea "Vele Bianche"
Iniziamo con l’espressione e pensierino del giorno:
"Brrr…. che freddo, anche se c’è uno splendido sole…………..fa un freddo polare…."
A dir la verità l’abbiamo detta un po’ diversamente, ma qui non fa a scriverla "pari pari" a come l’abbiamo pensata!
Ritengo che il pensiero di molti, a leggere i termometri in questa mattina di febbraio, sia stato "meglio starsene a casa", belli belli al calduccio del lettone". Ma, come si suol dire, alla passione non si comanda e allora ecco qui, sfidando ogni intemperia, ci ritroviamo agguerriti e pronti ad iniziare una nuova sfida contro Zuben, ma soprattutto contro El loco rapido, che proprio rapido non è, ma alla fine anche se arriva dopo di noi… (fegandoci sul tempo compensato, ma chi è che ha mai inventato questa str…avaganza?) vince sempre ….!!!!
Il rito propiziatorio inizia all’alba di domenica, sono appena le 9,30 e con gli amici ci si incontra di fronte ai Canottieri Ichnusa di Cagliari; successivamente tappa obbligata al bar, dove ci rifocilliamo con un buon caffè.
Trasbordiamo tutti i bagagli nella macchina di Leucio e siamo pronti ad avviarci verso le nostre nuove prove. Oggi siamo orfani di un componente dell’equipaggio….. Antonello "Suegno", che come al solito quando fa freddo o piove trova tutte le buone scuse per defilarsi. Sarà forse stata l’ennesima mangiata di COZZE? Bah! Fortuna per lui che abbiamo ancora i postumi di natale e siamo buoni, diciamo che ci crediamo che stia veramente a letto con la febbre (auguri).Che stia comunque delirando, anche se non ne conosciamo l’origine, pero’ Antonello ce lo conferma poco dopo, difatti in diverse occasioni si prodiga nell’inviarci alcuni sms ad elevato contenuto "demenziale". Tra un piff e un paff si fanno quasi le 10 e mezza e arriviamo in Porto a Capitana; un rapido giretto in piazzetta e via di saluti, baci e abbracci ad amici e conoscenti. Poi, al richiamo del "capo", tutti via di corsa, spediti dritti dritti a bordo di Miokana, dove intirizziti iniziamo a cimentarci nelle fasi preparatorie.Leucio, Luciano e Giuseppe fuori in coperta a controllare l’attrezzatura; Liliana, che si è autonominata cuoca, dispensiere e hostess di bordo, da noi invece identificata come una cara sorellina che amorevolmente ci coccola in ogni occasione, si dirige subito giu’ di sotto a cimentarsi nella preparazione del nostro lauto pranzetto. Mentre si regolano le manovre, un meraviglioso sottofondo profumato di affettati freschi e pane caldo fuoriesce dal tambuccio, arrivando dritto dritto a colpire le nostre narici e stimolare il nostro mai sopito appettito.
Bene, siamo pronti, e tra un tentativo e una prova non riuscita di assaltare la dispensa, difesa strenuamente dalla nostra cambusiera, si è fatta l’ora di uscire e provare le virate e gli assetti. In sostituzione del nostro malatuccio, Liliana (nota Lilli), di solito impiegata agli stopper, drizze e manovre basse, esordirà al winch di dritta. Con il fiocco grande riscontriamo immediatamente qualche plausibile difficoltà nel mettere subito a segno il genoa…. per fortuna Giù (noto Giuseppe) si sdoppia in pozzetto, andando subito in soccorso della nostra volenterosa.
Annusiamo il campo di regata e rileviamo un vento ballerino. Continua a cambiare direzione, ma in compenso ha una buona intensità; anzi sotto raffica è quasi eccessivo per il genoa 2 e, dopo il primo panino (non abbiamo proprio resistito) e una ancor piu’ "ampia" riflessione", in attesa della partenza decidiamo di sostituirlo con quello più piccolo.
Dai… sbrighiamoci…. Altrimenti faremo tardi, i J24 stanno per partire e noi stiamo ancora cincischiando!
Finalmente è tutto a posto e possiamo dirigerci "a motore" verso la linea di partenza.
Sisisisisisi, proprio a motore…. dopo tutto l’armeggiare il vento è calato e quello che rimane continua a fare le bizze.
Fra l’altro ora potremo essere anche svantaggiati nel lato di poppa perché la vela di prua e troppo piccola……ma con il rollafiocco, che come tutti sanno non agevola per nulla nella sostituzione rapida della vela, bisogna accontentarsi del compromesso e sperare di avere fortuna nella scelta iniziale.
Ma noi ci crediamo fino in fondo e faremo di tutto per riuscire a sopperire anche a queste difficoltà.
Intanto la radio gracchia e l’inconfondibile voce di Chicco lancia il segnale dei 5 minuti della nostra Classe.
A bordo cala il silenzio, tutti con le orecchie tese, gli occhi che scrutano a 360°, le mani pronte sui comandi.
4 minuti: pronti e in posizione!
3 minuti: iniziamo a guardare in cagnesco i nostri piu’ cari amici, che hanno il solo torto di stare sull’altra barca!
2 minuti: siamo all’odio puro, se potessimo lanceremo strali di fuoco per bruciare le vele dei nostri avversari;
1 minuto: furtivamente guadagniamo una buona postazione, ci siamo infilati tra i nostri acerrimi ne-amici!
POOOOOTTTTTTTTT ………………PARTITI!!!!!
Bene, il vento ci sostiene, una buona scelta, abbiamo preso un buon bordo.
Appena dopo la partenza, sotto copertura di altre vele, vediamo alla nostra dritta El Loco Rapido che è costretto a virare e pertanto ci spaiamo sul campo di regata; nel frattempo abbiamo guadagnato acque libere e proseguiamo con la miglior rotta, quella che pare pagare con un buon compromesso di direzione e velocità. Siamo al pari di Zuben, lo affianchiamo anzi, all’esterno, lo superiamo…. Arrivati sulla linea di boa questi si prepara alla virata e noi subito dietro, pochi metri ci separano ma pian piano lo vediamo scappare via; ormai lo sappiamo, il vento lui lo stringe meglio di noi….. ciao Zuben….con te non c’è storia, ci vediamo all’arrivo!
Pero’ non ci arrendiamo, continuamo a scendere verso la boa e……sorpresa, laggiu’ in fondo succede qualcosa, vediamo il Dheler impegnato in diverse virate per scapolare una zona di bonaccia, si impaccia con i J24 che percorrono il lato di poppa mentre noi, sul lato dritto del campo, siamo abbastanza liberi e continuiamo a navigare con buon vento.
Dai ecco la boa, quasi quasi ci siamo….. accidentaccio, arriviamo bene in anticipo ma purtroppo le regole sono regole e pertanto dobbiamo dare la precedenza a due barche che ci ingaggiano e approcciano con mure a dritta. All’incrocio parte un rapido scambio di battute e sfotto’ fra gli equipaggi di Miokana e El Loco Rapido e poi, dopo una virata a sinistra, siamo pronti per lo stacchetto in boa e all’andatura di poppa.
Che strazio; il vento è proprio capriccioso e continua a saltellare da una parte all’altra…… ma, fra una bonaccia e una raffica, ci paga e nonostante avessimo infierita la vela piccola, con la scotta tenuta a mano per tutto il lato di poppa e manovrata a guisa spy, ci consente di superare diverse imbarcazioni, fra cui il nostro "amato" El Loco Rapido e anche di rosicchiare qualcosina a Zuben, che non è poi così più avanti.
Intanto sia arriva in boa, eccoci qui….alla fantastica velocità di un paio di nodi, pronti a cazzare per la bolina di arrivo.
Forza forza, pedaliamo, spremiamo ben bene Miokana che Zuben non è così lontano, difatti passa il traguardo circa 2 minuti prima di noi…..
Attenti tocca a noi, prendiamo il tempo, ecco… sono le 14 e 12minuti e 22 secondi, secondo le tabelle emanate dal Comitato di Regata, in tempo compensato, per ora siamo primi!
Pero’ arriva la nostra incognita, viriamo di bordo e teniamo d’occhio El Loco Rapido, se taglia la linea fra 9 minuti ce l’abbiamo fatta!
Seguiamolo da vicino…. No! Eccolo che arriva….. stop! Al passaggio stimiamo circa 5 minuti di distacco…..
SIAMO ANCORA AVANTI IN CLASSIFICA, MA CON IL COMPENSATO ANCORA UNA VOLTA ETERNI SECONDI!!!!!
Vabbè non importa, abbiamo ancora una prova e il vento sta rinforzando disponendosi da Grecale, tutto come da previsione, con maggiore pressione siamo sicuramente molto piu’ competitivi.
In pozzetto intanto si va con il secondo panino, a stomaco pieno si ragiona meglio e le tattiche di regata ci vengono più spontanee.
Intanto la temperatura scende, il freddo si fa più pungente e ogni tanto si fa sentire anche qualche spruzzo di pioggia.
I posaboe lavorano a tutto spiano, le ancore vengono posizionate, salpate e riposizionate almeno una decina di volte. Un grazie a questi amici è doveroso, ricordiamo che pur esendo amanti della vela la domenica riunuciano a salire a bordo delle barche e si sorbiscono tutta la regata su di un gommone; e tutto questo per garantirci un sano divertimento. Nel mentre che i nostri pensieri vanno, i J24 partono per la loro secondo prova e contestualmente viene chiamato il prepararsi per la classe Gran Crociera; svolgiamo il fiocco, fra una decina di minuti toccherà a noi.
Nel frattempo dal campo di regata non arrivano buone notizie, ascoltiamo la radio dove sentiamo Simone che riferisce forti salti di vento nella zona della boa di bolina.
E questa volta i cambi di direzione, oltre che repentini, sono segnalati di molti gradi.
Dalla nostra posizione ancora non si apprezza ancora appieno la variazione, ma si puo’ comunque constatare guardando i J24; un attimo prima navigavano verso la prima boa di bolina, ora hanno vento in poppa ed il mare, come per magia, si è riempito di multicolori spinnaker.
Per tale motivazione, giustamente, la regata viene annullata.
Pertanto la Classe J24 rientra verso la barca Comitato e quindi per la nuova partenza bisognerà attendere il riposizionamento di tutte le boe.
Intanto la temperatura, incalzata dalla predominanza di venti proventi da nord nord-est si è fatta ancora piu’ rigida e una gelida pioggerellina inizia punteggiare il teak di coperta. Pazientemente si attende… ma niente da fare, il vento continua a fare i capricci e, con salomonica decisione, il nostro beneamato Comitato annulla la seconda prova e ci manda tutti in porto.
Il rientro agli ormeggi procede come da manuale, specialmente per le barche "piccole" si trasforma in una vera e propria regata nella regata, una vera corsa all’arrivo per primi in banchina e all’agognato alaggio dell’imbarcazione, operazione che segna, definitivamente, la fine della giornata velistica. Per noi invece le manovre sono molto piu’ tranquille; con calma chiudiamo le vele, rassettiamo la barca gia’ durante la navigazione di rientro e arrivati agli ormeggi ci concediamo infine un bel relax in dinette sorseggiando un buon caffè bollente e con tanto di cremina, ovviamente preparato ancora una volta dalla nostra insostituibile Lilli.
Bordo, 15 febbraio 2009
Un ciao a tutti e arrivederci alla prossima.
Luciano
Si, ci sono pure le Vele Bianche! Oltre ai velocissimi e molto glamuor Melgels, ai numerosissimi ed ancora molto competitivi "J", alle Gran Crociera che spesso sfoggiano tecnicissime vele dai materiali più innovativi, ci sono anche le Vele Bianche, solitamente più lente di tutte le altre barche sia perchè non utilizzano spi o gennaker alle andature portanti ma, soprattutto, perchè Dopo oltre vent’anni di "fermo biologico" da quest’estate ho ripreso la mia vecchia passione per la vela e, grazie a Franco Melis che mi ha ingaggiato su Settimo Cielo il Dehler 34 su cui regata ormai dai tempi dei Mondiali (quelli di Italia ’90, per intenderci) ho riiniziato col le regate d’Altura. La scelta di partecipare al Campionato invernale di Capitana nella categoria delle Vele Bianche è stata una decisione sofferta e tardiva; sofferta perchè nessuno di noi voleva rinunziare alla possibilità di percorrere anche un solo miglio senza mandare a riva ogni centimetro quadrato di tela disponibile, tardiva perchè maturata a Campionato iniziato ed a causa della perdita di un membro fondamentale dell’equipaggio, trasferitosi "in Continente", come diciamo noi sardi, per motivi di lavoro. L’essere rimasti in tre ci ha quindi costretti – nostro malgrado – a cambiare categori e competere inquadrati in una categoria da tutti considerata "minore". Vediamo come si svolgono le regate del Campionato organizzato dalla Scuola Italia in vela e dall’Yacht Club Capitana con una formula che ha riscosso un gran successo e l’approvazione di molti, me compreso. Le vele bianche, distinte in due categorie (entro ed oltre i 10 metri) come per la classe Gran Crociera partono per ultime e, rispetto a queste ed ai J24, fanno un giro del percorso in meno. Per il resto si seguono le stesse regole delle altre classi e vengono utilizzati gli stessi sistemi di punteggio. Mancando gli spi ed i gennaker la nostra classe è la meno variopinta e quindi quella il cui colpo d’occhio è minore, lo dimostra il fatto che raramente gli scatti del fotografo ufficiale della regata, immortalano un nostro equipaggio. Ci si potrebbe chiedere se regattare con le sole vele bianche sia più semplice o più difficile rispetto alle altre: è sicuramente più semplice! È più semplice non solo perchè si ha una vela in meno da gestire ma anche perchè – partendo come a Capitana per ultimi – si ha il campo di regata già ampiamente monitorato. Lo skipper che affronta la partenza dopo che sono partiti altri due gruppi di barche, se ha un minimo di spirito di osservazione, può facilmente individuare da quale lato della linea di partenza conviene partire perchè ha già visto da dove partono gli altri e sa già quel’è il lato del campo verso cui andare perchè ha già visto quello che hanno fatto i concorrenti che lo hanno preceduto e quanto possa dare buono un lato o un’altro. Esiste competizione all’interno della classe Vele Bianche?: certo che esiste! Ed è una competizione forte, una competizione particolarmente accesa ed accentuata dal fatto che per esaltare le caratteristiche velocistiche di barche che veloci non sono, bisogna aguzzare l’ingegno, ricorrere all’esperienza (e tanti dei regatanti nelle Vele Bianche hanno decenni di esperienza alle spalle) ed avere una notevole capacità di spremere l’inverosimile da vele che a volte hanno sembianze più da mutande della nonna che da vele da regata. Cosa non manca mai a bordo di una barca che gareggia con le vele bianche: ottimismo, abnegazione e … il pranzo, naturalmente! Panini e barrette energetiche le si lascino ai "ragazzi" dei Melges e dei "J", da noi si mangia e si beve seriamente! Cosa ci fa rabbia e ci infastidisce?: il fatto che mentre noi procediamo di poppa, magari con le vele a farfalla ed il genoa tangonato (si, più o meno come faceva Sir Francis Chichester col Suo Gipsy Moth durante le traversate atlantiche 40 anni fa), quel Melges ti arriva da dietro e che da un puntino all’orizzonte diventa via via più grande ad una velocità impressionante chiedendoti senza mezzi termini di spostarti perchè ha fretta di arrivare in boa e tu gli stai in mezzo ai piedi! Mi chiedi se valga la pena fare un Campionato come questo in classe Vele Bianche?, ti rispondo di si, sicuramente si, la passione per il mare e per la vela non sono proporzionate al numero ed alla tipologia delle vele che hai a bordo ma all’impegno che poni nel mettere a segno quelle che hai a disposizione. Mi chiedi se avei preferito continuare il Campionato in classe Gran Crociera? Ti rispondo di si, è vero che mi diverto a regattare così ma se avessi altre due o tre vele a disposizione mi divertirei molto di più. Mi chiedi se – potendo – vorrei cambiare barca?: no, sto benissimo dove sto e con chi sto anche se ogni tanto il mio vecchio 470 con le sue lunghe planate mi manca tanto! Massimo
sono per la maggior parte barche utilizzate per le crociere in famiglia o perchè ormai vecchie di parecchi lustri.

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