Dodici giorni tutti di bolina, onde fino a quattordici metri, vento fino a sessanta nodi, temperature spesso sotto lo zero…Sono questi i numeri che fanno della tappa da Singapore a Qindao della VolvoOcean Race, la regata più dura di tutti i tempi. Ma vi immaginate cosa vuol dire stare sempre con la barca sbandata che sbatte su tutte le onde con un freddo polare e senza riuscire ad avere un abbigliamento asciutto? Il tutto per dodici giorni e dodici notti di fila!!! E pensare che noi ci lamentiamo quando al Giro d’Italia (a proposito si farà quest’anno?) affrontiamo boline di un solo giorno!!
Gabriele Olivo,
ormai l’abbiamo assunto come nostro corrispondente dalla VOR (grazie ancora Gabriele!), ricordiamo unico italiano partecipante a questa affascinante regata, ci racconta quest’ultima durissima tappa vinta proprio da Telefonica Blue la barca su cui Gabriele è imbarcato come media-man.. Una lunga chiacchierata che un po’ ci fa vivere anche se molto marginalmente, cosa vuol dire partecipare ad un evento di tale portata. Evento che in Italia sembra un po’ trascurato, forse un po’ offuscato dalle beghe della Coppa America e da Louis Vuiton Pacific Series (a proposito avete visto Damiani, tutti italiani, come viaggia bene e come Luna Rossa, esterofila, stia prendendo batoste!). Gabriele parla e racconta a ruota libera, mostrando che, per quanto sia un professionista, ha sempre una gran passione (o forse si può dire quasi amore?) per la vela e per questa Volvo Ocean Race. Ora pare abbia in testa solo (come dice lui) l’Everest dei velisti, il mitico Capo Horn, il capo che ancora manca nel palmares di Gabriele che lo voglia affrontare con il giusto timore reverenziale. Come premio? Il Carnevale di Rio de Janeiro
Tag:2009, ocean, qindao, race, volvo

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9 Febbraio 2009 at 01:02
Bel servizio ! Pinzo, peccato che avevi la bava alla bocca. A quando una bella regata oceanica con Ciabatti al timone ?