Avevo giurato di non fare mai più una regata IMS. Non ci capisco nulla. Arrivo ore davanti agli ultimi della flotta salvo poi finire "ultimerrimo", superato anche dai "non partiti". Ok, la matematica non è mai stata il mio forte ma avete mai visto un certificato IMS? Al confronto impallidisce pure l’estratto conto delle chiamate telefoniche fatte dalla mia collaboratrice familiare marocchina in un anno da casa mia.
Però non potevo
rifiutare l’invito di Michele, l’unico armatore in Europa a fare il prodiere sulla propria barca e, quindi, disposto a prendersi le ingiurie del pozzetto per ogni manovra sbagliata per colpa, ovviamente, del pozzetto stesso. "Non ti preoccupare Daniele, il regolamento è cambiato, ora si chiama ORC, il nostro X37 è competitivo, un altro X37 è arrivato secondo al mondiale in Grecia, ho fatto le vele nuove, conosco perfettamente il campo di Punta Ala, c’è nuovamente Berlusconi al governo e Corona si è rimesso con la Moric. Non hai proprio scuse". Vebbè, mi inbuco nella Mannonimobile, con Roberto ed Aurelio e parto alla volta di Punta Ala.
La cosa inizia benissimo. Ritrovo in barca anche Federica e il Principe Ludovico, compari anche a Cagliari 2006. La barca è in ordine. Usciamo con Francesco, il nostro velaio di fiducia, per mettere a punto albero e vele. Vedere Francesco muoversi in barca con la grazia di un fenicottero rosa, solamente un poco sbilanciato da uno zaino da sherpa himalaiano da 40 litri sulle spalle, con le infradito vintage n° 52 è emozionante. A terra, sempre seguendo le meticolose indicazioni di Francesco, si continua la messa a punto dell’albero, degustando contemporaneamente il rosato del Principe. Al 14esimo giro di rosato l’albero è "perfetto". L’indomani mattina ci rendiamo conto di qualche piccola imprecisione nel setting, ma con altri due giri di rosato, tutto va a posto.
Iniziamo le regate alla grande. C’è aria. Non sbagliamo niente e facciamo due terzi in reale circondati da barche solo "leggermente" ottimizzate per l’ORC e con tanto di professionisti di grido a bordo. A terra siamo 10imi e 8avi, però contenti. In banchina iniziano a salutare anche noi. Però Mauro non si è aggiornato con il look del Bravo Velista 2008 e mi cade sulla crema protettiva rigorosamente bianca sulle labbra. Il secondo giorno non partiamo bene, sbagliamo tattica ed entriamo in crisi con un medio che non và. Limitiamo i danni è chiudiamo 16imi e 10imi. Terzo giorno l’aria inizia a calare rientrando nei ranghi di Punta Ala. Regattiamo bene, sempre con i primi in reale ma chiudiamo in classifica al 12imo e 9no posto. E’ vero che ora ci salutano tutti, anche i camerieri della trattoria dove mangiamo. Purtoppo non le cameriere dei locali del porto ed in banchina ci fanno i complimenti con calorose pacche sulle spalle. Vorrà dire qualcosa? Non riusciamo però a scalare la classifica. Inizia a diffondersi tra noi lo sconforto ed si insinua il dubbio che il nostro GPH non sia proprio come quello delle altre barche nostre concorrenti che, per inciso, vanno decisamente più forte di noi e che dobbiamo pagare di decine e decine di secondi a miglio.
Siamo gli unici al mondo ad avere i genoa, tutti gli altri hanno solo fiocchi. Ci convinciamo che con vento leggero soffriranno. Invochiamo il vento leggero. Come si dice "aiutati che Dio ti aiuta" e veniamo accontentati. Regatiamo sempre con i migliori, partiamo bene, bordeggiamo meglio, manovriamo alla grande. Chiudiamo ancora quinti e terzi in reale. Così vicini ai primi che il nostro reparto di prua esegue con estrema perizia le manovre chiamate dalle barche che ci precedono. A terra siamo 20imi e 14imi. Che delusione. Nell’ultima prova ci superano in tempo corretto due barche che, contendendosi il campionato, hanno fatto puro match race, con tanto di boline a spasso nel Mediterraneo Occidentale e surplace di ore alle boe, in piena regata e con noi, ovviamente, in mezzo. Per vedere chi ci ha preceduto in classifica generale, 13imi, 7imi di classe, ci siamo dovuti fare una passeggiata in banchina per vedere barche che regolarmente arrivavano dietro di noi di quarti d’ora. Ma dopo tutto cosa ci si può aspettare da una classifica che in intestazione ha scritto: Sistema di Calcolo Percorso Costruito Vento Implicito. Io di Implicito conosco solo gli interessi che mi fanno pagare per il mutuo prima casa.
In segretaria sentivamo le lamentela dei più scafati perché l’intensità del vento era stata mal rilevata influenzando la classifica e qualcuno paventava una intrusione della CIA nel software di calcolo delle classifiche per far vincere la barca della Spectre.
Ho giurato un’altra volta. Va molto di moda e non incide sul GPH. Però già so che se mi chiederanno di fare ancore regate con Michele, Federica, il Principe Ludovico, Roberto, Mauro e Aurelio non saprò dire di no. Perché, nonostante tutto, a differenza di altri di altre barche, mi sono divertito. E poi le cameriere del lounge bar e della gelateria di Punta Ala erano bravissime
Si ringrazia per il resoconto Daniele Ciabatti e per le foto Fabio Taccola
classifiche:
http://www.ycpa.it/eventi_sportivi/Classifiche/Classi%203-4.HTM
Tag:2008, altura, aurelio, daniele, punta
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5 Settembre 2008 at 11:33
Allora gli sfigati erano due…io timonavo un grand soleil 37 che regatava in reale insieme a voi (soprattutto nell’ultima prova). Tanto per la cronaca: in classifica siamo arrivati sotto di voi…i misteri dell’IMS, ehm dell’ORC….
27 Dicembre 2010 at 11:29
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