Siamo appena rientrati dalla Grecia, dove si correvano i Campionati Mondiali di 420. La nostra comitiva, oltre che dal sottoscritto, era composta da Lorenzo Gemini, Kekke Chessa Orrù, Giovanni Meloni e Alessandro Gemini; chiaramente, insieme a noi tutto il resto della squadra nazionale Italiana, composta in totale da 7 equipaggi maschili e 7 femminili.

Siamo arrivati ad Atene 2 giorni prima dell’inizio della manifestazione, per ambientarci al caldo del posto e fare qualche giorno di allenamento con gli equipaggi locali.

Emozionante essere nello stesso posto dove quattro anni fa si son corse le Olimpiadi, stesso circolo, stessa organizzazione. Nulla sembra essere lasciato al caso. Addirittura preparano dei cartellini con un codice a barre per smarcare l’uscita ed il rientro di ogni equipaggio. I numeri fanno capire che si tratterà di un campionato di tutto rispetto: 5 Continenti; 22 Nazioni; 176 Imbarcazioni, per un totale di 352 atleti.

Caldo torrido e vento molto variabile e leggero da circa 180° la situazione delle giornate di allenamento. Da subito si capisce che i Locali hanno lavorato moltissimo, sono tutti velocissimi, e conoscono il campo di regata a memoria.  Dopo gli allenamenti e le stazze, finalmente il 25 iniziano le regate di qualificazione, 3 prove sia per gli uomini che per le donne. Il giorno seguente stesso copione 3 prove per entrambe. Il vento arriva da 170°, ma non è per niente stabile e rende il campo di regata di difficile interpretazione. La nostra rappresentativa si presenta subito bene, e alla fine delle sei prove di qualifica abbiamo ben quattro donne nelle prime 8 di cui una al primo posto. Anche negli uomini la situazione è simile: abbiamo il primo e altri due nei primi 15. Tra questi Giovanni e Alessandro al 13 posto, che hanno mostrato il loro potenziale con un 2° ed un 3° nella stessa giornata. Nota assai dolente per me, Lorenzo e Kekke non riescono ad entrare nella flotta gold. Per loro i due giorni più sfortunati della loro carriera. La prima regata viene annullata mentre erano primi, poi spaccano il vang nella regata successiva, e a seguire beccano anche un ocs. Il morale per loro è davvero a terra, non meritano di finire in silver, hanno lavorato moltissimo, e in maniera davvero certosina…, ma lo sport è anche questo, sapere accettare le sconfitte, e così dopo una giornata di lutto, riprenderanno il sorriso. (Mi aspetto una prova d’orgoglio da loro al Campionato Italiano).

La regata della gold inizia il 28 luglio, con condizioni meteo variabili e vento che arriva da 220° fino a 170°, con intensità variabile da 5 a 20 nodi. Le cose girano bene per Giovanni e Alessandro, che fanno in successione un 10° un 13° ed un 2°. Al nostro rientro a terra la classifica ci dice che sono quarti, secondo un altro Italiano (Edoardo Mancinelli), e tutti a pochi punti. La seconda giornata di regate vede finalmente arrivare il Meltemi, vento locale molto simile al nostro maestrale, sia per intensità che per direzione. Le regate non iniziano benissimo per Giovanni e Ale, che montano la boa della prima bolina terzultimi. Grazie ad una velocità impressionante arrivano 23, recuperando circa 35 barche nel corso della regata. La seconda regata va anche peggio (35°), ma nell’ultima si levano la soddisfazione di rifare un 2°. A questo punto son 6° in classifica generale, e tutto ancora può succedere.

Terzo giorno di regate: il meltemi è cresciuto di intensità e i miei giovanotti non ne azzeccano una, 22° 12° 39° i parziali della giornata. La regate si chiudono così, infatti l’ultimo giorno non si regata causa vento oltre i 30 nodi.

Giovanni e Alessandro concludono il mondiale al 9 posto. Risultato di grande prestigio, sia perché si tratta del loro primo campionato Mondiale, sia perché tra gli avversari, per citarne uno, avevano un campione del mondo di 470. Positiva in generale la rappresentativa Italiana che ottiene una medaglia di bronzo con Mancinelli De Felice, e piazza al 7° posto Maccari Vitali.

Ora ci attende l’Europeo Juniores in Croazia, tra pochissimi giorni, quindi mi raccomando….fate il tifo per noi.

A presto Gigi Picciau

 

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