TP52, che belle barche! Non potevo mancare l’appuntamento con queste splendide imbarcazioni a Cagliari, con a bordo tutti i mostri sacri della vela mondiale! Pensate, dicevano che sarebbe arrivato anche un re!! Beh, devo andare a vedere l’ambiente, almeno in banchina. Una mattina esco dal negozio (la scusa "sto andando in banca" funziona sempre) e vado, armato di macchina fotografica, a vedere tutto l’ambiente. Ceeh!!! Che stand mega, aria condizionata, ambiente ovattato, belle donne, e da dietro il recinto intravedo tutti i bigs! Bellissimo, mi sento un pò parte dell’ambiente anch’io. Ma mi piacerebbe andare più a fondo, magari entrando nelle zone addette ai lavori. Ecco il primo ALT. Un giovane buttafuori mi chiede il pass. Pass???? Ma lei non sa chi sono io!!! Sono mente e corpo di Sailing Sardinia, l’anima della vela in Sardegna sul web!! Vado in barca da 40 anni, e mi conscono tutti!! Che umiliazione! "Devi andare a farti accreditare!". Boh! Vabbè, vago in banchina, davanti alla via Roma, dove la parlata sarda è stata sostituita dalla lingua spagnola e incontro Roberto Marci che mi spiega come fare questo "accredito" (?). Una bellissima signorina, griffata Audi, mi presenta un modulo da compilare,  sulla base del quale, chi di dovere, avrebbe deciso la mia idoneità all’ingresso. Ma io non posso ritornare! Mica posso dire che vado in banca tutti i giorni! Beh,  ci rinuncio e con l’amaro in bocca, passeggio nella stretta striscia riservata ai passanti con la speranza che qualcuno dei bigs mi riconosca. Vedo passare Vasco Vascotto. Sconchio oltre la recinzione, come quelli che, quando c’è una telecamera, si mettono dietro l’intervistato per farsi vedere in tv. Vasco lo conosco da tanto, quando non era ancora una star e in un Giro di Sardegna era sempre con noi a fare baldoria. Chissà se mi riconosce!?! Niente! E’ troppo indaffarato. Non mi degna neanche di uno sguardo. Poi vedo altri amici velisti che, forse troppo presi dall’ambiente, non mi notano. Passo, sempre oltre la recinzione, affianco a Paul Cayard!! Un mito vivente! Se non ci fosse questa cacchio di recinzione gli chiederei un autografo. Ma sono intimorito. E’ di dominio pubblico che per questa regata la Regione Sardegna ha speso un sacco di soldi e mi dispiace che non sia facilmente fruibile a tutti i comuni mortali. Si continua a dare alla vela un’immagine di sport da VIP quando in giro, e soprattutto in Sardegna, ci sono realtà piccole, se non piccolissime, che arrancano per far uscire in mare i ragazzini delle Scuole Vela. Cagliari con queste manifestazioni è arrivata ad essere riconosciuta a livello internazionale come campo di regata stupendo. Frugate su Internet e scoprite quanto Cagliari ha avuto successo grazie agli eventi degli ultimi due mesi. Cagliari è bellissima per la vela, ma perchè lo capisca anche il cagliaritano bisogna abbassare il tiro e renderla fruibile a tutti.

 

Antonello

 

 

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7 Commenti to “TP52: a Cagliari un evento per pochi eletti?”

  1.   stefano Says:

    Allora, voglio essere il primo (Pinzo, questo blog non funziona, sarò anche l’ultimo!)

    Sono assolutamente d’accordo che la Regione abbia speso troppo per portare queste regate a Cagliari, che non aveva nessun bisogno di essere promossa come eccellente campo di regata, perlomeno tra i velisti. Basta guardare le video interviste del tuo sito ai bigs per rendersene conto. Anzi, Ivaldi, per due volte, in due occasioni, si è rammaricato di non essere andato al Poetto. Il che per me significa qualcosa. Tutti quei soldi potevano essere spesi molto meglio.

    Ho il dubbio che “qualcuno”, qualcuno della Cagliari che conta, della Cagliari “bene” (anzi, della Cagliari “non c’è male”) stia spingendo moltissimo per promuovere non Cagliari, non un meraviglioso campo di regata, non il Poetto, non la città, ma il fantomatico Porto Turistico, che ancora non c’è, e chissà quando ci sarà….

    Tu almeno sei riuscito ad andare un giorno in banchina, io nemmeno quello. Della regata si sapeva qualcosa di parziale e di confuso dalla sola Unione Sarda e da quell’altro giornalaccio, poco da tutto il resto e dal sito del TP52 class la città di Cagliari viene citata appena, e non si parla del campo di regata, nè in bene nè in male. Semplicemente no. Tra un mese ci sarà l’uscita su sailingchannel, o come diavolo si chiama adesso, e poco altro

    Credo che una costosa occasione, a meno che non ci siano ritorni pubblicitari a me sconosciuti, sia andata persa, per la vela e per la città. Ma qualcuno ci guadagna, perolomeno quelli che trovano figo farsi registrare negli accrediti, e girare col pass bene in vista sul parabrezza. 700.000 € sono un pò troppi per far divertire questi qui.

  2.   rrt Says:

    Dal mio punto di vista è stato tutto perfetto,

    500 persone o più sparse per gli alberghi della città,

    organizzazione a terra perfetta (ufficcio stampa compreso)

    organizzazione a mare perfetta, a parte venerdì!!!!!!

    10 prove su 10, non era mai accaduto nel circuito Tp52,

    2 prove saltate per troopppo vento!???

    10 Q7 a disposizione dei regatanti e C.,

    Il bar sempre aperto e gratuito per tutti gli accreditati.

    Per l’accredito bastava andare con una persona già accreditata compilare un modulo e il gioco era fatto,

    potevi andare ovunque e usufruire di tutto.

    Purtroppo Antonello non aveva il tempo per fare questa procedura, impegnato tra il lavoro e il giro d’Italia,

    altrimenti saremmo riusciti a dare una informazione giornaliera e andare a intervistare tutti, persino Paul Cayard.

    Voto 10+

    Roberto

  3.   Mc Porc Says:

    Ceh oh Pinzo un articolo proprio alla Mc Porc, bravo! Così si deve fare. Raccontare in prima persona ciò che si vive (quando si è persona di un certo spessore non un ciappuzzo qualunque) e rendere il lettore quasi partecipe di ciò che tu fai.
    E qualche frase o parola in dialetto ci sta sempre bene. Ricordati di inserire http://www.wavesardegna.it e http://www.sportestremi.blog.tiscali.it tra i siti e i blog da non perdere.
    Aloha from Maui e a si biri a Casteddu
    Mc Porc

  4.   aldo dedoni. Says:

    Ciao,Antonello.Ho letto il tuo blog,sui velisti vip che sono a Cagliari,mi è senbrato quasi di vederti,tu che giri cercando di farti nottare,ma da quello che ho letto,no danti mancu cagau,scusa ma è la solita battuta sarda,quale io sono.Io non sono velista,mi piace tanto il mare. Conosco un bravo velista,che fà lo skiper,ha una barca tutta sua,non so i metri,ma una gran bella barca.Ti dico solo il nome,magari lo conosci.TROGU RENATO.CRISTIANO TROGU.Ora ti saluto,ciao Aldo.

  5.   Alaberth Says:

    Ciao Antonello

    ….purtroppo devo darti ragione….questi eventi ben vengano, fanno conoscere Cagliari al mondo della vela, ma non riescono a far “conoscere” ai cagliaritani la vela.

    Il fatto che non si possa “assaporare” l’atmosfera di queste regate, di questi equipaggi, di questo mondo, non aiuta a diffondere la passione della vela come dovrebbe.

    Dobbiamo inventarci qualcosa.

    Alberto Ledda

  6.   Sergio Says:

    Hai perfettamente ragione. Si tratta di manifestazioni che, per quanto importanti, organizzate in quel modo contribuiscono solo a far conoscere Cagliari come campo di regata (aggiungerei anche di scuola e di allenamento)ideale…ma tutto finisce li. Per il resto il messaggio é: vela = sport per “VIP” e fighetti/e. Purtroppo nel nostro Paese e nella nostra Città, quando e dove girano i quattrini (peraltro forniti anche da “cose” come l’industria dell’auto che con la vela non hanno proprio nulla ma nulla a che vedere), tutto viene ridotto a questo: sport da guardare e non da fare. Per diffondere questo sport meraviglioso ci vuole ben altro e a costi anche di gran lunga inferiori. Penso a sostenere coloro che ogni giorno e con scarsissimi mezzi, si impegnano per allenare i più giovani, sia allo yachting club che al WCC che alla Lega Navale; é così che si diffonde uno sport e che nascono i campioni e le campionesse e non di certo facendogli fragare le barche a vela da dietro un recinto! Penso alle simpatiche iniziative che, in altre realtà dove la vela é uno sport per tutti/e, vengono finanziate dai comuni, dalle province e dalle regioni: iniziative rivolte a diffondere la vela tra i giovani e meno giovani (recentemente ne ho visto una in Spagna dove si regatava con mezzi a vela autocostruiti; una sola condizione: il costo totale del mezzo non doveva superare i 70 €!).Penso alle realtà che hanno investito nelle scuole di vela (I Glenans…) e penso al mio sogno (ve la butto li..): fare del vecchio Ospedale Marino la più grande scuola di vela del Mediterraneo. Cosa ne dite?

    Buon vento

    S

    PS: non definirei Paul Cayard un mito…é un bravo timoniere, un grande campione ma…se é un mito lui allora Bernard Moitessier e Eric Tabarly cosa sono?

    Bello il tuo blog, lo inserirò tra i miei preferiti a fianco a quello di Mc Porc…

  7.   Peterson29Lorrie Says:

    All people deserve good life and business loans or student loan would make it much better. Just because freedom is grounded on money state.